L’IA agentica spopola fra le aziende, ma servono nuovi strumenti di visibilità. Lo studio di Cisco

L’era dei prompt sta volgendo al termine. E non perché le aziende stiano abbandonando in massa l’IA: è esattamente il contrario. Sempre più imprese stanno infatti adottando l’IA agentica, permettendo ad agenti di IA di agire in maniera indipendente, almeno per i compiti meno rischiosi, e liberando le persone dalle attività più ripetitive. Un modello che si sta rivelando molto efficace, tanto che le imprese sono disposte ad accelerare su questa strada. La quantità di agenti attivi, però, sta mettendo sotto pressione le reti e chi deve gestirle: servono nuovi strumenti per gestire le operations.

Sono i dati che emergono dal report The Impact of Agentic AI on Network Operations di Cisco, un’indagine condotta intervistando 1.000 responsabili IT e delle attività di network operations. Gli intervistati sono decision-makers in aziende con almeno 500 dipendenti, distribuite tra Nord America, Europa occidentale e Asia-Pacifico.

Più agenti, più traffico: il paradosso delle reti aziendali

L’IA sta cambiando il traffico di rete. Alle richieste degli utenti si aggiungono quelle degli agenti, che interrogano sistemi, scambiano informazioni e attivano servizi senza attendere un intervento umano. Le comunicazioni tra applicazioni, infrastrutture e ambienti cloud si moltiplicano, con carichi sempre meno prevedibili.

Secondo un’analisi condotta da Cisco sulla telemetria aggregata, il traffico diretto verso i sistemi di IA è destinato a raddoppiare ogni sei mesi. Nei test effettuati dall’azienda, l’introduzione delle attività agentiche ha portato a registrare fino al 450% di traffico di rete complessivo in più. Il +450% riguarda test specifici, non l’incremento medio registrato nelle aziende.

cisco alerts

Le NetOps sono già sotto pressione. Secondo l’indagine, un’azienda media genera circa 4.100 alert ed eventi di monitoraggio al giorno, più della metà dei quali legati alla rete. Per smaltire manualmente l’arretrato quotidiano degli alert di rete servirebbero, secondo la stima riportata nello studio, circa 100 specialisti IT. Quasi metà degli alert viene chiusa senza analisi, mentre molti responsabili IT segnalano che le verifiche sui falsi positivi assorbono tempo.

Pesa anche la frammentazione degli strumenti. Il 92% dei responsabili intervistati segnala che i problemi di performance interessano spesso più domini e richiedono di correlare informazioni provenienti da almeno dieci strumenti. Il 57% ritiene che i processi di gestione dei cambiamenti non riescano a tenere il passo con la velocità richiesta. Il 95% individua almeno una carenza significativa negli strumenti AIOps tradizionali, utilizzati soprattutto per analizzare eventi, rilevare anomalie e suggerire interventi. Ora le aziende chiedono sistemi capaci anche di agire.

Dall’AIOps all’AgenticOps: l’IA non si limita più a suggerire

È qui che entra in gioco l’AgenticOps. In questo modello gli operatori stabiliscono obiettivi, regole e limiti, mentre gli agenti analizzano il contesto e possono intervenire sulle infrastrutture. Le azioni comprendono, per esempio, il reindirizzamento del traffico, la modifica dei parametri delle reti wireless, l’isolamento di endpoint sospetti e la gestione di un incidente dalla rilevazione fino alla risoluzione. Cambia dunque il grado di autonomia accordato al software.

cisco netops

Dalla ricerca emerge che il 75% delle aziende utilizza già l’IA nelle attività di NetOps e che il 51% ha portato in produzione soluzioni agentiche in grado di agire autonomamente. L’80% degli intervistati si dichiara favorevole a livelli elevati o completi di autonomia e il 24% considera accettabile un funzionamento senza supervisione umana. Inoltre, l’82% consentirebbe all’IA di apportare almeno alcune modifiche alle reti in produzione senza un’approvazione preventiva. Va distinto ciò che le aziende fanno già dalla disponibilità dichiarata a concedere maggiore autonomia.

L’accelerazione potrebbe essere rapida: l’84% prevede di adottare entro dodici mesi un modello operativo guidato dall’IA. Per i team IT cambia il lavoro: meno alert da esaminare singolarmente, più attenzione alla definizione delle policy, alla verifica dei risultati e ai casi che richiedono decisioni umane. L’automazione non elimina però la responsabilità operativa: un intervento errato su una rete di produzione può compromettere applicazioni e servizi critici.

Per questo l’autonomia deve accompagnarsi alla possibilità di ricostruire le decisioni degli agenti. Il 69% degli intervistati considera fondamentale comprendere le motivazioni delle azioni eseguite, mentre per il 36% il livello minimo accettabile comprende piena osservabilità, tracciamento dettagliato, sintesi delle motivazioni e audit. Non basta risolvere un problema: bisogna ricostruire cosa ha fatto l’agente e con quali effetti.

C’è infine una conseguenza per il mercato delle piattaforme di gestione. L’86% dei responsabili IT ritiene che la soluzione più efficace sia una piattaforma integrata, anziché aggiungere altri strumenti specializzati a quelli già presenti. Per i fornitori che integrano networking, sicurezza e osservabilità si apre così un’opportunità di mercato. Resta da capire quanto queste soluzioni riusciranno a ridurre concretamente tempi di risoluzione, falsi positivi e costi: lo studio documenta soprattutto aspettative, orientamenti e livelli di adozione, non un confronto sistematico dei risultati economici ottenuti.

“L’IA agentica rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: si passa dalla gestione diretta delle operations all’orchestrazione degli obiettivi“, spiega Joe Vaccaro, SVP/GM, Network Platform & Assurance di Cisco. “Per adottare l’IA agentica nelle NetOps è necessario costruire un rapporto di fiducia basato sulla visibilità di ogni decisione, sulla possibilità di comprendere il contesto alla base di ogni raccomandazione e su adeguati meccanismi di controllo che garantiscano risultati prevedibili. Le aziende che sapranno trovare il giusto equilibrio potranno mantenere gli operatori saldamente al comando, consentendo al contempo ai sistemi agentici di agire in modo sicuro, verificare i risultati e consolidare nel tempo la fiducia nelle operazioni“.

“L’aspetto più significativo non è tanto la crescente adozione dell’IA nelle attività di NetOps, quanto la rapidità con cui le aziende si stanno preparando a un modello operativo sempre più guidato dall’IA“, ha dichiarato Jim Frey, Chief Analyst, Network and IT Operations di Omdia (che ha curato il report per Cisco). “I risultati evidenziano un cambiamento più ampio. Si sta passando dal modello consulenziale dell’AIOps a un approccio basato sull’AgenticOps, in cui gli agenti di IA possono agire direttamente. Con l’accelerazione di questa evoluzione, disporre di una visibilità integrata, di una governance solida e di risultati misurabili sarà fondamentale per aumentare l’autonomia degli agenti, mantenendo al contempo il controllo operativo“.