L’ESA risponde alle critiche di Jared Isaacman (NASA) per quanto riguarda il ritorno sulla Luna con il programma Artemis

Durante la Air, Space & Cyber Conference che si è tenuta questa settimana, Jared Isaacman (amministratore della NASA) ha confermato che due astronauti italiani cammineranno sulla superficie della Luna durante le prossime missioni del programma Artemis in cambio della costruzione del modulo lunare MPH da parte di ASI. Per quanto non siano noti dettagli e tempistiche, si è trattato di una notizia importante sotto diversi punti di vista.

nasa artemis

Isaacman non ha risparmiato critiche a diversi partner e in particolare sulle tempistiche che sarebbero più lente di quanto previsto, soprattutto se si pensa alla “nuova corsa alla Luna” che vede la Cina come principale concorrente. L’ESA sarebbe stata una degli obiettivi delle critiche da parte dell’amministratore della NASA, con l’agenzia spaziale europea che ha diffuso un comunicato in risposta.

La NASA, l’ESA e il futuro delle missioni Artemis

Nel comunicato si può leggere “come affermato in più occasioni, l’ESA è impegnata in discussioni con i suoi partner internazionali, tra cui la NASA, nonché con i suoi Stati membri, per concordare una tabella di marcia aggiornata e una partecipazione futura che integri la fornitura del Modulo di Servizio Europeo (ESM), il cuore pulsante della navicella spaziale Orion. L’ESA sta proseguendo una relazione di lavoro costruttiva con la NASA, impegnata a collaborare per un futuro forte e solido. Il nostro obiettivo comune è raggiungere un accordo equilibrato nei prossimi mesi. L’ESA riconosce che tutti i partner hanno la responsabilità di garantire che la loro cooperazione internazionale produca un valore tangibile e serva i rispettivi interessi. Ciò vale ugualmente per l’ESA e i suoi Stati membri. Questo principio è al centro delle partnership di successo. La cooperazione internazionale si basa costantemente su obiettivi condivisi, capacità complementari e vantaggi reciproci. In ogni cooperazione, l’ambizione dell’ESA è di essere un partner forte, capace e affidabile, concentrato sul raggiungimento degli impegni affidati all’Agenzia dai nostri Stati membri”.

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In generale la situazione è cambiata radicalmente negli scorsi mesi quando la NASA ha modificato la strategia per le future missioni Artemis. L’ESA, oltre a fornire il modulo di servizio per la navicella Orion era anche un partner importante per il Lunar Gateway, la stazione spaziale in un’orbita Near-Rectilinear Halo Orbit, che è stata cancellata in quanto non ritenuta più utile puntando invece su una base lunare permanente sulla superficie lunare in risposta all’ILRS della Cina.

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Una modifica così importante significa anche cambiare tutti gli accordi precedenti con dei nuovi che possano rispecchiare le necessità più recenti. La scelta della NASA di dialogare direttamente con uno degli stati membri dell’ESA (l’ASI) sembra non essere stata una decisione per mantenere un clima sereno tra i vari membri e il partner internazionale. Come si può leggere nel comunicato dell’ESA, le trattative sarebbero ancora in corso e quindi l’esito sarebbe incerto.

L’agenzia spaziale statunitense sembra però avere come obiettivo principale quello di battere la Cina anche sulle tempistiche dell’allunaggio, pur rimanendo un intenzionata a fare in modo che la Luna possa essere un luogo dove effettuare ricerche scientifiche ma anche sviluppare un’economia spaziale sostenibile nello Spazio profondo. Cosa accadrà nei prossimi anni non è chiaro, in particolare dopo la missione Artemis IV, attualmente prevista per l’inizio del 2028.