L’ESA potrebbe realizzare una stazione spaziale europea in orbita bassa terrestre nei prossimi anni

Negli scorsi giorni è emersa la possibilità di un’estensione della vita operativa della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2032, anziché farla terminare nel 2030 (con rientro atmosferico nel 2031). La scelta sarebbe motivata dai ritardi nella costruzione delle nuove stazioni spaziali commerciali che dovrebbero sostituire la ISS per evitare che in orbita bassa terrestre rimanga solo la stazione cinese Tiangong (e forse quella russa ROS).

stazione spaziale europea

Diverse società statunitensi sarebbero impegnate nello sviluppo delle stazioni spaziali commerciali: Vast (Haven-1 e Haven-2), Blue Origin (Orbital Reef), Axiom Space (Axiom Station), Max Space (Thunderbird Station) e Voyager Space (Starlab). La NASA non sarebbe più proprietaria di queste strutture ma “affitterebbe” gli spazi e il tempo in orbita alle varie società private. Queste ultime potrebbero anche affittare gli spazi ad altre realtà, dando però la precedenza all’agenzia spaziale statunitense. In questo modo i costi di manutenzioni e ampliamento ricadrebbero sulle società e non più sull’agenzia stessa portando a una riduzione dei costi federali.

L’ESA pensa a una possibile stazione spaziale europea

L’ESA potrebbe scegliere di affittare gli spazi come l’agenzia statunitense e oppure investire parte del proprio budget per avere una certa priorità nell’utilizzo delle strutture da parte degli astronauti europei. Ancora più “estrema” sarebbe la possibilità di realizzare una stazione spaziale europea.

Questo consentirebbe all’ESA di rendersi indipendente dalle altre agenzie e dalle società di altre nazioni permettendo una gestione differente degli spazi e delle varie missioni. Di contro si tratterebbe di un investimento ingente che potrebbe non essere supportato a livello nazionale.

stazione spaziale europea

Secondo quanto riportato da European Spaceflight siamo ancora agli inizi dello studio di fattibilità. Alla fine di febbraio 2026 sono stati pubblicati due bandi di gara per condurre degli studi così da capire se una stazione spaziale europea sia fattibile in termini tecnologici, di architettura ma anche di costi.

ESA vorrebbe poter collaborare con altre agenzie come CSA e JAXA evitando il coinvolgimento degli USA che invece punteranno sicuramente sulle nuove stazioni spaziali commerciali e non sarebbero interessati a un progetto di questo tipo. Ci sarebbe anche la possibilità di coinvolgere partner commerciali europei sia nella fase di realizzazione ma anche in quella di gestione.

L’Europa ha già aiutato a realizzare moduli spaziali per la ISS (in particolare Thales Alenia Space) come Columbus, Harmony, Tranquility, Leonardo e Cupola. Sempre in Europa, e in particolare in Italia, sono stati realizzati i moduli del Lunar Gateway (che potrebbe essere però cancellato). Per evitare di non avere avamposti orbitali dopo la fine della ISS, l’ESA ha stretto accordi con Axiom Space, Voyager Space e Vast così da avere accesso alle strutture. Questa scelta servirebbe sia nel caso dell’utilizzo delle stazioni commerciali ma anche se una stazione spaziale europea verrà approvata (considerato che i tempi di realizzazione potrebbero essere piuttosto lunghi).