Il Mondiale più grande di sempre si è chiuso con la finale del 19 luglio 2026 e Lenovo, Official FIFA Technology Partner, ha tracciato il bilancio tecnologico dell’operazione: oltre 25.000 dispositivi Lenovo e Motorola configurati e distribuiti, più di 350 fra ingegneri e specialisti, oltre 600 sedi FIFA coperte e un uptime del 99,99% su tutte le soluzioni. Tre Paesi ospitanti, 16 città, 48 nazionali e 104 partite. In una tavola rotonda con la stampa, Myles Spittle, oggi FIFA DWS Program Lead di Lenovo, ha raccontato cosa c’era dietro quei numeri: un lavoro durato due anni, collaudato durante il Mondiale per Club e affidato a un unico fornitore là dove in passato ne servivano più di dieci.
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Myles Spittle, FIFA DWS Program Lead di Lenovo
Sul piano sportivo il progetto di punta è FIFA AI Pro, piattaforma sviluppata con la federazione e adottata da tutte le 48 nazionali. Spittle la descrive come un assistente in stile ChatGPT per gli staff tecnici: gli analisti interrogano in linguaggio naturale i dati ufficiali FIFA, i filmati e i report, e ricevono in pochi minuti grafici, clip video e ricostruzioni 3D delle azioni.
Una funzione in particolare merita attenzione. Il sistema può ricostruire un’azione dal punto di vista di un singolo giocatore, mostrandone il campo visivo: se un terzino si è trovato fuori posizione, l’analista può vedere cosa stava guardando in quel momento. Sotto il cofano lavora un “Knowledge Super Agent” costruito con l’AI Factory di Lenovo sulla piattaforma xIQ, che coordina più agenti su milioni di dati e oltre 2.000 metriche di rendimento. Il servizio era disponibile in 16 lingue e ha gestito migliaia di richieste da parte di oltre 300 utenti.
La chiave di lettura è la democratizzazione dell’analisi. Spittle ha messo a confronto le federazioni più ricche, capaci di schierare 15 o 20 match analyst, con le nazionali più piccole, dove spesso una sola persona deve ricoprire più ruoli. Lenovo tiene a precisare che la piattaforma fornisce elementi a supporto delle scelte tattiche, senza prenderle al posto dello staff.
FIFA AI Pro, Referee View, Avatar 3D e scanner da 500 kg: le tecnologie di Lenovo ai Mondiali 2026
La Referee View nasce da una critica. Quando FIFA sperimentò la telecamera indossata dagli arbitri durante il Mondiale per Club, le immagini ballavano al punto da dare la nausea a parte del pubblico. Per il 2026 Lenovo ha applicato al flusso video un algoritmo di stabilizzazione derivato dal lavoro svolto in Formula 1 con le camere montate sulle monoposto: il sistema rende più nitida l’immagine, scarta i fotogrammi problematici e riduce il tremolio fino al 60%, in tempo reale e prima che il segnale arrivi alla regia.
Il risultato sono circa 10.000 minuti aggiuntivi di riprese utilizzabili per highlight e trasmissioni, dal primo gol del torneo fino alla finale. Secondo Lenovo, la Referee View ha totalizzato oltre 20 miliardi di impression. L’azienda cita anche un sondaggio internazionale in cui l’87% dei tifosi ritiene che la tecnologia abbia migliorato la visione delle partite, è un’indagine commissionata dalla stessa Lenovo, e va letta come tale.
Nelle edizioni precedenti, le ricostruzioni del fuorigioco mostravano sagome grigie simili a manichini, senza proporzioni reali. FIFA ha chiesto a Lenovo di renderle più accurate, e la risposta sono stati avatar digitali per tutti i 1.248 giocatori, con una precisione dichiarata di un millimetro. Ogni modello riproduce altezza, corporatura e perfino il numero di scarpe dell’atleta, ed è stato integrato nel sistema Hawk-Eye che alimenta la Semi-Automated Offside Technology.
Gli scanner, capaci di scattare migliaia di foto in una frazione di secondo per generare la mesh 3D, pesano circa 500 kg ciascuno e sono stati installati nei ritiri delle 48 squadre, di solito in hotel, in tre Paesi diversi. Le scansioni andavano incastrate nei media day, coordinandosi con gli ufficiali di collegamento delle nazionali, e completate in tempo perché il sistema VAR potesse acquisire i modelli prima del calcio d’inizio. Alcune squadre hanno anche fatto scansionare giocatori di riserva in previsione di infortuni.
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Lenovo delimita con cura il proprio perimetro: il VAR resta gestito da FIFA, e l’azienda si occupa di scansioni, controlli di qualità e gestione degli asset 3D. Anche il chip nel pallone e il tracciamento della palla sono fuori dal suo campo, affidati rispettivamente ad Adidas e Hawk-Eye.
Il cuore operativo del torneo era il Tournament Operations Center, dove confluivano informazioni sparse su un massimo di 650 sistemi diversi: posizione delle squadre, meteo, sicurezza, afflusso ai tornelli, biglietti ancora disponibili, incassi degli stadi. L’Intelligent Command Center di Lenovo ha unificato questi dati provenienti da oltre 40 aree funzionali, restituendoli su un muro LED lungo circa 20 metri: FIFA voleva una sala dall’aspetto il più possibile simile a un centro di controllo NASA. Nei momenti di picco la piattaforma ha servito fino a 550 utenti in contemporanea.
La cabina di regia: 25.000 dispositivi, un solo interlocutore
Il ruolo dell’AI, nei contesti di maggiore attività, è più modesto di quanto il marketing lasci intendere, ed è un bene. Il sistema aggrega e visualizza: al posto di centinaia di righe di dati sui tornelli, l’operatore vede un grafico che mostra quanto manca alla capienza massima. Le decisioni operative restano in mano a FIFA. Nella stessa sala arrivava un feed live delle partite con una latenza inferiore a quella della trasmissione televisiva.
Accanto a questo lavorava il Technical Command Center, con circa 80 persone per turno. Qui Lenovo ha fornito una soluzione di observability che riuniva monitoraggio di infrastruttura e applicazioni e rilevamento delle minacce informatiche. Secondo Spittle, i domini FIFA sono fra i più attaccati nella storia di Internet durante un Mondiale, e anche un’app di biglietteria offline per pochi minuti diventa un problema serio.
La parte più vicina al mestiere storico di Lenovo è l’hardware. Laptop, tablet e smartphone sono stati preconfigurati nei centri di fulfillment dell’azienda negli Stati Uniti, con bollini colorati per area funzionale (accrediti, sicurezza e così via) per velocizzare la distribuzione negli stadi. Un addetto alla biglietteria doveva poter accendere il dispositivo e mettersi subito al lavoro. Oltre alle proprie macchine, Lenovo ha gestito per conto di FIFA più di 35.000 asset di terze parti, dagli apparati di rete ai televisori.
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Il supporto si estendeva ai sistemi IPTV: una rete di distribuzione dei contenuti che ha portato le partite su oltre 1.000 schermi fra sedi FIFA, International Broadcast Center di Dallas, stadi e campi base, con una latenza media di sei secondi e una riduzione di oltre 5 secondi rispetto alla soluzione precedente. Il servizio all’IBC è partito già dal 1° aprile 2026, mentre il progetto complessivo è durato circa cinque mesi, tre dei quali ad altissima intensità.
Anche il 99,99% di uptime va letto con attenzione. Lenovo lo calcola includendo non solo il funzionamento dei sistemi, ma il rispetto di ogni scadenza, dalla consegna degli impianti ai test pre-torneo: una partita del Mondiale non slitta per un ritardo del fornitore. La ricetta indicata da Spittle è ridondanza di linee, server e persone, visibilità su ciò che accade in ogni stadio e reazione immediata ai problemi.
Finito il torneo, i dispositivi rientrano nei centri Lenovo per la cancellazione dei dati e la pulizia fisica, e molti vengono già riconfigurati per il Brasile, dove avranno luofo i Mondiali femminili nel 2027. A Zurigo, dentro gli uffici FIFA, Lenovo gestisce un magazzino che prepara l’intera dotazione IT per gli oltre 20 tornei minori organizzati ogni anno dalla federazione.
Sul fronte dei tifosi, Lenovo ha realizzato un sistema di smart wayfinding basato sui digital twin degli stadi e delle aree circostanti. L’app calcolava percorsi diversi per tifosi, media e personale, aggiornandoli in tempo reale in caso di assembramenti o varchi chiusi per ragioni di sicurezza, anche su più livelli: dal terzo anello del MetLife Stadium fino al bar del piano terra.
Nelle tribune VIP sono comparse le “digital seat belt”, smartphone Motorola montati sul retro delle poltrone con supporti progettati in base alle misure di ciascuno stadio. Funzionavano da segnaposto riconfigurabili, utili quando capi di Stato e celebrità cambiano posto all’ultimo minuto. Negli stadi c’erano anche postazioni olografiche per farsi fotografare con gli avatar digitali delle mascotte.
Verso i Mondiali femminili 2027 in Brasile
Il contratto di Lenovo copre anche la FIFA Women’s World Cup 2027 in Brasile, dove l’azienda sta già allestendo l’ufficio locale della federazione. Le tecnologie da impiegare non sono ancora state definite: Lenovo e FIFA stanno analizzando cosa ha funzionato nel 2026, tenendo conto di un torneo con budget e obiettivi diversi. Spittle ha confermato che l’AI ci sarà, e che FIFA sta già lavorando per integrare nuove fonti di dati nell’Intelligent Command Center e automatizzare più processi.
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FIFA AI Pro è il capitolo più interessante in prospettiva. Nel calcio femminile il divario di risorse fra le nazionali di vertice e quelle più piccole è ancora più marcato, e uno strumento condiviso potrebbe pesare di più sull’equilibrio competitivo.
Lenovo guarda anche oltre FIFA. Secondo l’azienda, durante il torneo le candidature di lavoro ricevute sono cresciute del 107%, e altre federazioni, leghe e discipline hanno manifestato interesse per le sue soluzioni. Il messaggio ai potenziali clienti è esplicito: chi ha retto il Mondiale può gestire qualsiasi grande evento. Tutti i dettagli sulle attività realizzate per i Mondiali sono disponibili nei diversi approfondimenti pubblicati dall’azienda su Lenovo StoryHub.