Lenovo al MWC 2026: dal PC modulare all’IA cross-device, i dispositivi si adattano all’utente (e allo shortage)

Il mercato dei PC vale 250 miliardi di dollari a livello globale. Nello stesso periodo, gli ordini per l’infrastruttura legata all’intelligenza artificiale hanno superato i 600 miliardi. Bastano questi due numeri per capire perché il 2026 si annuncia come un anno complicato per chi produce e vende computer: la domanda di componenti, in particolare memorie, è trainata dall’IA e questo crea tensioni lungo tutta la filiera.

Ne abbiamo parlato con Alessandro De Lio, PC and Smart Devices Lead di Lenovo Italia, incontrato allo stand Lenovo durante il Mobile World Congress 2026 di Barcellona. Una conversazione che ha toccato tre temi: lo shortage e le sue conseguenze concrete, la strategia di Lenovo per affrontarlo e i concept che l’azienda ha portato in fiera per mostrare dove sta andando il design dei dispositivi.

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Un anno da navigare a vista

De Lio non nasconde la complessità del momento. “Stiamo navigando un mare che non avevamo visto prima”, ammette. “In 25 anni di carriera una situazione come questa non l’avevamo mai affrontata”. Il CFO di Lenovo, nelle ultime settimane, ha comunicato pubblicamente che l’azienda ha messo in sicurezza le scorte di memorie necessarie per coprire il fabbisogno dell’anno in corso. La disponibilità, almeno per Lenovo, non dovrebbe essere un problema. Sui prezzi, invece, il discorso è diverso: la dinamica domanda-offerta sta già spingendo al rialzo i costi di diverse categorie di componenti.

Lenovo-MWC2026

La questione diventa particolarmente delicata sul mercato italiano, che De Lio definisce “price sensitive”. Lato consumer, il comportamento atteso è noto a chi segue il settore: il consumatore tende a non modificare il budget che ha in mente quando decide di cambiare PC. Chi aveva previsto di spendere 700 euro, spenderà 700 euro, ma si troverà davanti a specifiche inferiori rispetto a qualche mese fa. Per i segmenti più bassi del mercato il rischio è concreto: l’aumento dei costi dei componenti comprime ulteriormente quello che si riesce a offrire a un dato prezzo.

La risposta di Lenovo, spiega De Lio, è lavorare sulla diversificazione della lineup. Non più solo PC, ma un ecosistema di dispositivi, dai Chromebook ai tablet, pensati per garantire l’esperienza giusta al prezzo giusto. Il messaggio è chiaro: conta l’esperienza che il dispositivo offre, non la scheda tecnica in sé. Ed è un messaggio che Lenovo intende veicolare soprattutto attraverso il canale retail.

In ambito business, lo scenario è diverso. Il mercato SMB, secondo De Lio, resta vivace, sostenuto dal ciclo di refresh dell’hardware legato alla fine del supporto di Windows 10. I desktop in particolare stanno registrando un’accelerazione della domanda in tutta Europa. Per le aziende più strutturate, la strategia è lavorare con gli IT manager per segmentare le esigenze degli utenti interni: chi fa data entry, chi sviluppa e chi ha bisogno di lunga autonomia, ognuno avrà un dispositivo diverso. L’obiettivo è bilanciare gli aumenti di costo con una proposta hardware coerente rispetto alle reali necessità. La programmazione è trimestrale, ma De Lio ammette che ogni settimana si lavora su piani di aggiustamento per adattarsi a un contesto che cambia rapidamente.

Tre concept e un agente IA

Al di là del mercato, Lenovo ha portato a Barcellona tre proof of concept che illustrano una direzione precisa: il dispositivo che si adatta all’utente, e non viceversa. I dettagli li abbiamo raccontati su Hardware Upgrade, ma nella conversazione con De Lio emerge con chiarezza la visione che li tiene insieme.

Il primo è un notebook modulare pensato per il segmento commercial: doppio schermo, con la possibilità di usare il secondo display sul retro della cover per condividere contenuti con chi sta di fronte, oppure in posizione frontale per raddoppiare l’area di lavoro. Le porte laterali sono sostituibili, per adattare la connettività alle esigenze del momento. Il secondo è uno Yoga con display principale 3D senza occhiali e un secondo schermo per gli strumenti creativi, pensato per creator e professionisti del design. Il terzo è una console gaming portatile con schermo foldable che passa da 7 a 14 pollici, con controller rimovibili di cui uno trasformabile in mouse: di fatto, un PC Windows in forma di handheld.

Lenovo modular pc

Il filo conduttore, come sottolinea De Lio, è la modularità al servizio dell’esperienza. “Stiamo passando da un concetto di utente che si adatta al device a un concetto di device che si adatta all’utente”, sintetizza.

C’è poi Lenovo Motorola Qira, l’agente IA presentato da Luca Rossi al CES di Las Vegas poche settimane prima del MWC e mostrato in demo live a Barcellona dal team di sviluppo. Qira è progettato per funzionare cross-device, su smartphone, tablet e PC, attraverso sistemi operativi e processori diversi. L’idea è quella di un assistente contestuale e personale, che conosce le abitudini dell’utente e agisce in modo proattivo. De Lio cita un esempio dalla demo: Qira che ricorda il giorno in cui l’utente preferisce ordinare tacos dal ristorante abituale e propone di effettuare l’ordine attraverso un servizio di delivery.

L’aspetto che De Lio evidenzia con più convinzione è la gestione della privacy. “Potrò decidere, non andando a cercare in qualche sottomenu nascosto ma in una dashboard chiarissima, se il mio dato personale rimane dentro il mio device oppure se può essere utilizzato in maniera ibrida”, spiega. Una scelta di trasparenza che, se confermata nella versione finale del prodotto, potrebbe fare la differenza in un segmento, quello degli assistenti IA, dove il controllo sui propri dati resta il nodo più delicato da sciogliere.