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Le novità sul computer quantistico di Intel alla conferenza QCE20

La corsa alla costruzione di un computer quantistico in grado di risolvere problemi complessi e di dare risultati in applicazioni reali continua senza sosta e Intel ne è parte attiva. L’azienda di Santa Clara sta sviluppando da tempo computer quantistici e ha raccontato il proprio approccio a uno sviluppo complessivo dell’insieme di hardware, software e algoritmi alla QCE20, la IEEE International Conference on Quantum Computing 2020.

Il computer quantistico di Intel passa per un approccio complessivo al quantum

Un wafer di silicio come quelli usati per realizzare i processori quantistici di Intel

I computer quantistici non portano con sé novità solo nell’hardware, ma anche nel software e nell’approccio alla programmazione. Per rendere fruibile questa nuova tipologia di elaboratori è necessario passare per un rinnovamento complessivo che riguardi tutte e tre queste aree e proprio questo è il messaggio che Intel ha dato alla QCE20.

Anne Matsuura, direttrice delle applicazioni e delle architetture quantistiche presso gli Intel Labs, ha affermato che “il quantum computing sta passando sempre più dai laboratori di fisica all’ambito dell’ingegneria mentre ci prepariamo a focalizzarci su applicazioni utili e a breve termine per questa tecnologia rivoluzionaria. Utilizzare questo approccio a livello di sistema nel quantum è fondamentale per ottenere la viabilità pratica di questa tecnologia.”

Intel ha presentato la sua ricerca che include l’uso del deep learning per progettare porte logiche basate su più qubit (evidenziando ancora una volta la differenza tra “qubit” e “qubit logico” e la necessità di un maggior numero dei primi per ottenere i secondi), il caricamento efficiente di dati “tradizionali” in una macchina quantistica (con particolare attenzione a funzioni statistiche di largo uso come le distribuzioni di probabilità e le gaussiane), l’uso di configurazioni ottimali nelle simulazioni di fisica quantistica, la crittografia in un mondo post-quantistico e una nuova tecnica che permette di utilizzare efficientemente algoritmi resistenti al rumore su macchine con pochi qubit.

Nel suo comunicato stampa, Intel scrive che “le simulazioni possono aiutare a fornire la comprensione di come costruire tutte le componenti dell’intera pila quantistica [l’insieme di hardware, software e algoritmi, NdR], prendendo in considerazione le esigenze dello specifico carico di lavoro prima che queste componenti vengano effettivamente implementate nell’hardware quantistico reale. Questi sforzi di ricerca nella pila sono tutti necessari oggi perché mentre l’hardware matura le applicazioni utili siano pronte a essere eseguite sulle macchine quantistiche con pochi qubit disponibili nel breve termine.”

Servirà ancora del tempo perché i computer quantistici siano ampiamente diffusi e utilizzabili per risolvere problemi di grande portata, ma è importante gettare le basi ora perché questi cambiamenti possano avvenire un domani.