Le amate e-bike di VanMoof hanno rischiato di sparire a fine 2022. Il settore sta ancora faticando

Negli ultimi anni si è sentito spesso parlare delle e-bike di VanMoof. Il produttore europeo ha saputo in pochissimo tempo passare dall’anonimato a quote di mercato importanti, soprattutto grazie al design moderno delle sue e-bike e al costo relativamente basso.

Difatti le VanMoof, pur se prodotto di design abbinato a tanta tecnologia, hanno prezzi che partono da poco più di 2.000 euro, che per il mercato di oggi è effettivamente un costo molto più abbordabile rispetto ad altri marchi storici. Eppure queste bici hanno rischiato di sparire, a causa di una situazione che era particolarmente difficile non più tardi di due mesi fa.

VanMoof

Come ha rivelato media olandese Financieele Dagblad, VanMoof alla fine del 2022 si è trovata con scarsità di liquidità, tanto da rischiare di non poter adempiere alle spese più semplici, come le bollette delle proprie sedi.

Secondo un’analisi più dettagliata, questa situazione sarebbe ancora una conseguenza della pandemia di Covid-19, che per molto tempo ha tenuto sotto scacco i produttori di bici e e-bike, incapaci di evadere gli ordini a causa della mancanza di componenti. Società anche giovani, proprio come VanMoof, erano cresciute parecchio in un periodo di boom per le e-bike, aumentando la presenza sul territorio (nel caso di VanMoof in tutti i continenti) e con una forza lavoro considerevole.

VanMoof

Nel caso di VanMoof i dipendenti erano arrivati ad essere oltre 900, con relativi costi di gestione, non facilmente pareggiabili anche con vendite dai numeri importanti. L’azienda si è quindi trovata costretta a chiedere un dilazionamento dei pagamenti ai fornitori, poiché avrebbe rischiato di non andare oltre il primo trimestre 2023. In soccorso sono arrivati gli investitori originali del marchio, britannici e cinesi, che con infusione di nuovo capitale hanno ripianato una situazione critica. Tuttavia gli analisti di settore si domandano per quanto tempo ancora possa permanere questa situazione, e se nuovi capitali dagli investitori non siano solo un palliativo, per un mercato che deve necessariamente riequilibrarsi.