Michael Pachter, analista di Wedbush Securities, è noto per le sue prese di posizione spesso controcorrente nel settore videoludico. Negli anni ha espresso valutazioni molto discusse online, e in passato si era anche distinto per una visione estremamente ottimistica su Xbox Game Pass, arrivando a prevedere 100 milioni di abbonati con l’integrazione dei titoli Activision Blizzard e addirittura 200 milioni nel giro di un decennio.
Oggi, però, la sua visione appare radicalmente cambiata. Pachter, infatti, ha espresso forti perplessità sulla direzione intrapresa da Microsoft nel settore gaming, arrivando ad affermare che “la console è morta” e che l’azienda avrebbe compromesso il valore dell’hardware Xbox puntando in modo eccessivo sul modello in abbonamento.

Secondo l’analista, il problema principale sarebbe l’impostazione “all or nothing”, tutto o niente, del servizio. L’aumento del piano Ultimate a 30 dollari mensili – pari a 360 dollari l’anno – renderebbe l’offerta meno attraente per quegli utenti che acquistano pochi titoli a prezzo pieno durante l’anno. Pachter sostiene che, per alcuni giocatori, la spesa annuale per singoli giochi possa aggirarsi intorno ai 140 dollari, una cifra sensibilmente inferiore rispetto al costo dell’abbonamento completo.
La metafora utilizzata è quella del buffet: pagare una cifra elevata per avere accesso a tutto, anche quando non si sfrutta l’intera offerta. A suo avviso, un modello più flessibile e modulare, con formule “à la carte” o pacchetti più economici – ipoteticamente anche nell’ordine dei 10 dollari mensili – avrebbe potuto ampliare la base utenti, invece di concentrare l’accesso ai titoli “Day 1” nel piano più costoso.
Un altro elemento critico riguarda la progressiva riduzione delle esclusive console. Dall’epoca di Xbox 360 in avanti, l’ecosistema Xbox ha progressivamente abbracciato il rilascio simultaneo su PC. Con Xbox Series X e Xbox Series S, la strategia multipiattaforma è diventata strutturale: l’esperienza di gioco è sostanzialmente allineata al mondo PC, mentre la concorrenza mantiene alcune produzioni esclusive come elemento distintivo.
In questo contesto, secondo Pachter, l’incentivo all’acquisto della console si sarebbe indebolito. La stessa Series S, pur risultando la più diffusa tra le due varianti grazie al prezzo contenuto, ha rappresentato soprattutto un punto di accesso economico all’ecosistema Game Pass, più che un traino hardware tradizionale.

Le critiche si estendono anche alla futura piattaforma nota informalmente come Xbox Magnus, attesa indicativamente per il 2027. Secondo le anticipazioni, si tratterebbe di un sistema più vicino a un PC di fascia alta, compatibile con store alternativi come Steam e con un’impostazione ibrida tra console e computer.
Proprio questa natura, però, rappresenterebbe un’ulteriore incognita: in assenza di esclusive forti e con un abbonamento premium considerato costoso, Pachter dubita che l’hardware possa generare un impulso significativo alle vendite. A ciò si aggiunge la variabile prezzo: l’aumento dei costi di memoria e storage potrebbe incidere in modo sensibile sul listino di lancio, soprattutto per un dispositivo già descritto internamente come “high-end”.
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Le dichiarazioni arrivano in una fase di riorganizzazione interna per Microsoft Gaming. Pachter ha anche espresso interrogativi sulla nuova leadership, pur riconoscendo che la revisione della strategia sia stata in parte una risposta al rallentamento nella crescita degli abbonati.
Resta da capire se la società rivedrà ulteriormente il posizionamento di Game Pass o se proseguirà lungo l’attuale direttrice, puntando su servizi, cloud e integrazione multipiattaforma come pilastri centrali dell’ecosistema.
Al momento, lo sviluppo della nuova console non sembra in discussione. Tuttavia, secondo l’analista di Wedbush, l’equilibrio tra hardware premium e abbonamento ad alto costo rappresenta una scommessa significativa: se il modello non dovesse attrarre nuovi utenti in misura sufficiente, la prossima generazione Xbox potrebbe trovarsi ad affrontare un mercato più complesso del previsto.