La NASA pubblica alcuni aggiornamenti su Artemis II e inizia le operazioni in vista del lancio di Artemis III nel 2027

Come abbiamo avuto modo di scrivere recentemente, il programma Artemis per riportare l’essere umano sulla Luna dovrà affrontare diversi problemi da qui all’inizio del 2028 (quando è previsto l’allunaggio con un equipaggio). Tra questi c’è la disponibilità delle tute spaziali AxEMU di Axiom Space ma anche la costruzione di almeno uno dei due lander lunari proposti, tra Starship HLS di SpaceX e Blue Moon MK2 di Blue Origin. Questi ultimi verranno provati prima in orbita bassa terrestre (LEO) entro la metà del 2027 con la missione Artemis III.

nasa artemis

La NASA ha pubblicato un primo aggiornamento (parziale) dopo il completamento della missione Artemis II, che ha riportato un equipaggio vicino alla Luna dalla fine del programma Apollo nel 1972. Secondo quanto riportato dall’agenzia spaziale dopo che la capsula Orion Integrity ha completato un viaggio di 1,1 milioni di km rientrando nell’atmosfera terrestre a Mach 35 non sono state osservate anomalie allo scudo termico, una delle preoccupazioni principali dopo Artemis I.

La NASA pubblica alcuni aggiornamenti su Artemis II

Pur avendo una struttura uguale a quello della prima missione del programma, lo scudo termico in AVCOAT ha visto un distacco inatteso del materiale ridotto grazie alle modifica della traiettoria di rientro della capsula Orion. Quello che non era stato mostrato subito dopo l’ammaraggio, erano le immagini subacquee raccolte dai sommozzatori prima che la navicella spaziale venisse issata a bordo della nave di supporto. Le analisi parziali sono confortanti e in futuro, con una costruzione differente, il problema verrà ulteriormente ridotto. Poco dopo l’ammaraggio al largo delle coste della California, Jared Isaacman (amministratore della NASA) aveva dichiarato che alcune macchie biancastre presenti sullo scudo termico non erano preoccupanti.

La navicella spaziale sarà analizzata per esteso al Kennedy Space Center dove verranno anche rimossi alcuni componenti, come l’avionica, che sarà riutilizzata in future missione. Verranno raccolti anche molti altri dati per comprenderne il comportamento e saranno anche eliminati fluidi refrigeranti e propellente per una maggiore sicurezza. Durante l’estate lo scudo termico di Orion Integrity sarà trasferito al Marshall Space Flight Center dove saranno estratti alcuni campioni che verranno scansionati ai raggi X.

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Le piastrelle ceramiche hanno funzionato come previsto e anche il nastro termico riflettente, che avrebbe dovuto bruciare durante il rientro, è rimasto sorprendentemente presente in molti punti segnalando come il calore raggiunto in alcune zone era inferiore alle attese (e non rappresentando un problema per la sicurezza). Anche l’ammaraggio è stato preciso, con un punto di impatto con l’acqua a soli 4,7 km dalla zona prevista. La velocità dell’ingresso atmosferico era entro 0,4 m/s dalle previsioni confermando così la validità dei modelli impiegati.

Una delle analisi più interessanti sarà legata alla toilette e in particolare alla parte di scarico delle urine nello Spazio che ha rappresentato una criticità durante tutta la missione, rendendo un po’ più complicata la vita di bordo ai quattro astronauti. Sono previste alcune azioni correttive in vista di Artemis III.

Per quanto riguarda il razzo spaziale NASA SLS (Space Launch System), le sue prestazioni sono state ottimali con un inserimento orbitale preciso al millimetro. Anche le strutture di terra hanno resistito al lancio, con pochi danni alla piattaforma Mobile Launcher 1 (ML-1) con le modifiche apportate dopo Artemis I che sembrano aver funzionato come atteso. Attualmente il ML-1 è stato riportato all’interno del VAB per le riparazioni e per iniziare la preparazione in vista di Artemis III.

Artemis III sta prendendo forma, lancio nel 2027

Mentre si analizzano i dati di Artemis II, la NASA sta già lavorando alla missione Artemis III. Come abbiamo scritto, questa missione è prevista nel 2027 e servirà a provare uno o due lander lunari in orbita bassa terrestre (LEO). Lo stadio principale, o core stage, del razzo spaziale NASA SLS per questa nuova missione che contiene il serbatoio dell’idrogeno liquido, il serbatoio dell’ossigeno liquido, l’intertank e la carenatura anteriore ha lasciato la Michoud Assembly Facility in direzione del Kennedy Space Center in Florida. Qui inizierà l’assemblaggio delle varie componenti all’interno del VAB.

Lori Glaze (amministratrice associata ad interim, Exploration Systems Development Mission Directorate) ha dichiarato “vedere l’hardware del razzo spaziale SLS è un potente promemoria dei nostri progressi verso il ritorno degli esseri umani sulla superficie lunare. Questa è la spina dorsale di Artemis III. Mentre si dirige in Florida per l’assemblaggio finale, siamo un passo più vicini a testare le capacità critiche necessarie per far atterrare gli americani sulla Luna, e, in definitiva, aprendo la strada per le nostre prime missioni con equipaggio su Marte”.

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Durante una visita da parte della stampa alla Michoud Assembly Facility, Glaze ha anche aggiunto che nelle prossime settimane la NASA annuncerà come sarà gestito lo stadio superiore di NASA SLS per Artemis III. Infatti essendo una missione in LEO non sarebbe necessario l’utilizzo di ICPS ma potrebbe essere utilizzato hardware di prova (senza propellente) per una questione strutturale.

Alla domanda su quando verrà annunciato l’equipaggio di Artemis III, la dirigente della NASA ha dichiarato come gli astronauti saranno scelti basandosi sul lander lunari o i lander che saranno disponibili per il lancio nel 2027. Questo perché diversi astronauti si stanno addestrando per utilizzare uno o l’altro modello, tra Starship HLS e Blue Moon MK2.

Nel caso dovessero essere disponibili entrambi i modelli, uno scenario possibile ma non ufficiale, sarebbe quello di lanciare due astronauti addestrati per Starship HLS e due astronauti dedicati a Blue Moon MK2. Questo permetterebbe di provare nello Spazio (LEO) entrambe le soluzioni in un’unica missione. Per riuscirci le tempistiche però saranno stringenti e i lander lunari dovranno essere lanciati a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Una sfida impegnativa. In alternativa verrà provato un solo modello limitando però l’alternativa futura (SpaceX rimane comunque la società alla quale è stato assegnato il contratto per il primo allunaggio).