L’agenzia spaziale statunitense è in un momento critico della sua storia, con tagli promessi dall’amministrazione Trump (ma che dovranno passare il vaglio del Congresso) per la parte scientifica dando la priorità alle missioni del programma Artemis. Nelle scorse ore la NASA ha confermato il suo supporto alla missione europea ExoMars che comprende anche il rover marziano ESA Rosalind Franklin, che potrebbe essere lanciato nel 2028.
Dopo la fine della collaborazione con la Russia a causa dell’invasione dell’Ucraina, la seconda parte della missione ExoMars (in orbita intorno a Marte è già presente Trace Gas Orbiter, chiamata anche TGO) è stata posticipata di alcuni anni per cercare alternative sia al lander che porterà il rover Rosalind Franklin sulla superficie che alla fornitura di materiale radioattivo utile per mantenere la temperatura durante la notte sul Pianeta Rosso.
L’ESA già da tempo ha cercato sia alternative europee ma anche il supporto della NASA che ha una grande esperienza nella costruzione e nella parte operativa dei rover marziani (ricordiamo che Curiosity e Perseverance stanno ancora funzionando sul Pianeta Rosso).
La NASA e il rover marziano ESA Rosalind Franklin
La missione ExoMars rimarrà a guida ESA, che fornirà il rover, la piattaforma di trasporto oltre al lander (che è stato commissionato ad Airbus, dopo la fine della collaborazione con Roscosmos) e sarà anche responsabile delle operazioni sulla superficie e più in generale dell’operatività dell’hardware su Marte. La NASA si inserisce con il progetto Rosalind Franklin Support and Augmentation (abbreviato in ROSA).

L’agenzia statunitense fornirà il razzo spaziale, i motori di frenata per la piattaforma del lander del rover Rosalind Franklin e le unità di riscaldamento a radioisotopi. Oltre a questi servizi e componenti ci sarà anche una parte dell’elettronica e uno spettrometro di massa per la ricerca di molecole organiche su Marte.
La missione ExoMars si propone di cercare molecole organiche legate alla possibile presenza di vita microbica sotto la superficie di Marte e in particolare nella regione di Oxia Planum (dove atterrerà). A differenza degli altri rover, la sua trivella potrà scendere più in profondità, raggiungendo strati di suolo dove la conservazione delle molecole potrebbe essere stata migliore. Sempre stando alle informazioni della NASA, il razzo spaziale impiegato sarà un Falcon Heavy di SpaceX che decollerà dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center in Florida che consentirà di avere la giusta capacità di lancio per raggiungere il Pianeta Rosso.