La NASA annuncia il nuovo telescopio spaziale PRIMA dedicato al lontano infrarosso: lancio nel 2033

Alla fine di agosto la NASA ha lanciato il Nancy Grace Roman Space Telescope (RST), un nuovo strumento scientifico che si è unito ad HST e JWST, oltre ai telescopi terrestri e altri telescopi spaziali, per osservare l’Universo. L’agenzia spaziale statunitense non si fermerà qui! In futuro arriverà l’Habitable Worlds Observatory (HWO) ma, nei prossimi anni, sarà lanciato anche il nuovo telescopio spaziale PRIMA (Probe Far-Infrared Mission for Astrophysics).

Secondo quanto riportato, il telescopio spaziale NASA PRIMA fa parte del programma Probe Explorers, ossia una nuova classe di missioni dedicate all’astrofisica dell’agenzia spaziale. Per quanto siano necessari ulteriori passaggi prima dell’approvazione della costruzione del telescopio spaziale. Se verrà confermata la costruzione, il budget sarà limitato a 1,2 miliardi di dollari (pur escludendo i costi di lancio e altre spese) con un lancio previsto per il 2033 con una missione principale della durata di 5 anni.

telescopio spaziale prima

Lo specchio primario sarà pari a 1,8 metri di diametro (inferiore a quello di HST e RST) e sarà specializzato nell’osservare l’Universo nel lontano infrarosso. Questa scelta consentirà di colmare una mancanza tra il JWST (che osserva nel vicino infrarosso e il medio infrarosso) e i radiotelescopi terrestri.

Gli scienziati pensano che grazie al telescopio spaziale NASA PRIMA si potranno scoprire informazioni essenziali come le origini degli esopianeti, l’evoluzione di galassie e buchi neri e come la polvere e altri elementi pesanti si sono accumulati nell’Universo. In generale questo strumento permetterà di avere un quadro ancora più completo della storia del Cosmo e della sua evoluzione.

Nicky Fox (amministratrice associata, Science Mission Directorate) ha dichiarato “la missione PRIMA è la prossima finestra dell’umanità sull’Universo profondo. Farà chiarezza nell’oscurità del tempo cosmico per comprendere meglio la formazione di pianeti, stelle, buchi neri e persino com’è arrivata l’acqua sulla Terra”. Alle parole di Fox si sono aggiunte quelle di Shawn Domagal-Goldman (direttore della divisione Astrofisica) che ha dichiarato “una singola missione da sola non può sondare tutti i misteri dell’Universo. Ma estendendo le capacità di indagine della nostra flotta in lunghezze d’onda del lontano infrarosso con PRIMA, stiamo permettendo di avere uno sguardo incredibilmente completo sul Cosmo. Con i nostri telescopi spaziali Webb e Roman, abbiamo fissato una cadenza di lancio per missioni di prima classe in entrambe le metà del decennio. Lo abbiamo rispettato e daremo il via al prossimo decennio con PRIMA, come parte di una roadmap che avrà costantemente missioni di questo calibro pronte a partire”.

La missione del telescopio spaziale PRIMA sarà gestita dal JPL ma ci saranno altri partner come il Goddard Space Flight Center, il Marshall Space Flight Center ma anche la collaborazione con lo CNES (Francia), l’ASI (Italia), la DLR (Germania), la CSA (Cananda), la KASI (Corea del Sud) e la JAXA (Giappone).