La missione NASA Lunar Trailblazer venne lanciata un anno fa grazie a un razzo spaziale SpaceX Falcon 9 dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center insieme alla ben più nota missione IM-2 di Intuitive Machines che ha visto protagonista il lander Nova-C Athena (che non ha completato correttamente l’allunaggio). La piccola sonda spaziale, realizzata da Lockheed Martin, aveva lo scopo di mappare la distribuzione dell’acqua sulla superficie della Luna in diversi periodi e sotto le diverse forme.

Purtroppo la sonda spaziale non ha risposto al centro di controllo missione dopo poche ore dal lancio (il giorno seguente) e la NASA ha dichiarato concluse le operazioni alla fine di luglio 2025, dopo diversi tentativi di recuperare il satellite e cercando di portare a termine la missione per com’era stata pensata. Come accade in questi casi, è stata approntata una revisione indipendente per capire cosa non ha funzionato e le conclusioni non sono rassicuranti.
NASA Lunar Trailblazer: i suoi problemi e gli errori
Grazie a una richiesta del sito NPR è stato possibile accedere al rapporto riguardante l’indagine relativa alla missione NASA Lunar Trailblazer. Una delle prime problematiche individuate è legata al puntamento dei pannelli solari rispetto al Sole per fornire energia prima che le batterie potessero esaurirsi. Secondo i dati della telemetria i pannelli erano ruotati di 180° rispetto alla posizione prevista non permettendo di generare energia.

Il problema sembrerebbe che il test del software di gestione del sistema di alimentazione non sia mai stato eseguito da parte di Lockheed Martin. Quella prova avrebbe potuto rilevare l’errore e quindi evitare che la sonda spaziale potesse entrare in standby per poi essere persa per sempre. Questo è stato sicuramente il problema principale, ma non l’unico rilevato.
Un’altra criticità rilevata per NASA Lunar Trailblazer era una soglia troppo bassa nella gestione della protezione da sovratensione. A causa di questa impostazione troppo conservativa sono stati rilevati troppi falsi positivi che hanno a loro volta portato a continui reset del sistema di alimentazione. In questo caso l’errore nell’impostazione era stato identificato, ma il software di volo non era stato aggiornato.

Una serie di errori nella configurazione ha impedito quindi di eseguire operazioni di ripristino dell’operatività di Lunar Trailblazer. I reset spontanei del sistema riportavano il sistema in una condizione nella quale i pannelli solari continuavano a essere puntati lontano dal Sole non generando così energia e rendendo la situazione critica. I reset inoltre configuravano la radio in maniera errata non permettendo l’invio di comandi.
La sonda spaziale Lunar Trailblazer era basata sul bus chiamato Curio di Lockheed Martin, con una massa di circa 200 kg con dimensioni complessive di 3,5 metri (con i pannelli solari dispiegati). All’interno di questa sonda erano presenti anche diversi componenti COTS (Commercial Off-the-Shelf) che non avevano un’ampia documentazione e pochi test.
Anche la cancellazione della missione Janus (sempre voluta dalla NASA con sonde realizzate da Lockheed Martin) ha ridotto l’esperienza da parte di chi doveva gestire le operazioni. Pur essendo una missione a basso budget e alto rischio l’indagine ha indicato come anche queste devono prevedere test di verifica dei sistemi e che sia necessario non solo accettare il rischio ma anche comprenderlo. L’integrazione di elementi COTS deve essere valutata correttamente e non sottovalutarne l’importanza.