La Cina spiazza tutti: nuovo chip per l’IA sviluppato da ex ingegneri di Google, Samsung e Oracle

La startup cinese Zhonghao Xinying ha presentato Ghana, un General Purpose Tensor Processing Unit (GPTPU) progettato come alternativa alle GPU per l’addestramento e l’inferenza AI. Si tratta di un ASIC sviluppato completamente internamente, senza licenze occidentali né dipendenze da componenti o software stranieri.

Come riportato dal South China Morning Post, l’azienda sostiene che Ghana raggiunga prestazioni fino a 1,5 volte superiori rispetto alla Nvidia A100, modello basato su architettura Ampere e diventato un riferimento nel 2020. Xinying dichiara inoltre una riduzione dei consumi fino al 75%, ottenuta tramite un processo produttivo descritto come “inferiore di un ordine di grandezza” rispetto alle GPU estere più avanzate.

Certo, anche con una potenza di 1,5 volte superiore ad A100, si tratta di una capacità ben distante dalle proposte basate su architettura Hopper di NVIDIA del 2022, per non parlare dell’architettura Blackwell Ultra che surclassa le performance delle proposte di 5 anni fa.

Allo stesso tempo, il mercato cinese è stato finora dipendente dalle proposte di NVIDIA e AMD che però hanno dovuto sviluppare chip specifici per l’Asia con una potenza di calcolo sensibilmente inferiore a quelli distribuiti in occidente. In questo scenario, per quanto un ASIC sia più limitato rispetto a una generica GPU, può rappresentare una proposta non solo valida per applicazioni specifiche, ma anche molto più accessibile sul piano dei costi.

Il progetto è guidato da Yanggong Yifan, ingegnere con esperienza in Google e Oracle, già coinvolto in diverse generazioni di TPU. Il co-fondatore, Zheng Hanxun, arriva invece dai laboratori di ricerca di Oracle e Samsung in Texas. Entrambi affermano che l’obiettivo principale è garantire continuità tecnologica e sicurezza nazionale, elementi ormai imprescindibili dalla disponibilità di semiconduttori avanzati.

In conclusione, non parliamo di un miracolo tecnologico, i concorrenti sono ancora piuttosto avanti. Se però si considera che Ghana rappresenta un’alternativa del tutto indipendente dalle tecnologie occidentali e riesce a offrire prestazioni accettabili, insieme a un’infrastruttura proprietaria, per la Cina rappresenta un importante passo in avanti nella corsa all’autonomia.