Iran: sui droni LUCAS è stato impiegato per la prima volta il sistema Starshield, variante militare di Starlink di SpaceX

Come sappiamo è attualmente in corso un’ampia offensiva di Israele e USA, nome in codice Epic Fury, contro il regime iraniano che ha coinvolto l’utilizzo di diverse tipologie di armamenti e un grande dispiegamento di forze. Tra quelle impiegate dal Dipartimento della Guerra (DoW, in precedenza DoD) ci sono anche i droni LUCAS, acronimo di Low-cost Unmanned Combat Attack System, sviluppati principalmente da SpektreWorks.

droni lucas starshield

Si tratta di droni kamikaze a basso costo, stimato intorno ai 40 mila dollari, simili nell’intento agli Shahed-136 dell’Iran (che sono stati anche impiegati in scenari come quello ucraino). Per la gestione dei LUCAS è stato impiegato per la prima volta in uno scenario operativo il sistema di connessione Starshield, variante militare del sistema Starlink di SpaceX che ha permesso di portare a compimento alcuni attacchi sul suolo iraniano.

Epic Fury: il sistema Starshield a bordo dei droni statunitensi LUCAS

Le specifiche del sistema Starshield non sono note in quanto si tratta di un sistema classificato e in dotazione al Dipartimento della Guerra statunitense. Tra le poche informazioni pubbliche si conosce la collaborazione tra SpaceX e Northrop Grumman, con la prima che realizza il bus e il sistema di comunicazione protetta mentre la seconda assembla alcuni carichi utili secondari come quelli per l’osservazione terrestre ad alta risoluzione.

I primi prototipi di satelliti Starshield sono stati lanciati a bordo della missione in rideshare Transporter-3 nel 2022 mentre ora in orbita ci sarebbero 208 unità funzionanti (con le prime unità operative che sarebbero state lanciate nel 2024). Numeri decisamente diversi da Starlink ma destinati comunque a crescere con il tempo e gli aggiornamenti tecnologici di questa costellazione.

lucas droni iran

Che i droni LUCAS siano stati utilizzati durante l’attacco Epic Fury all’Iran è stato confermato ufficialmente dal Comando Centrale statunitense mentre nelle ore successive alle prime fasi del combattimento Elon Musk ha confermato che queste unità non utilizzano Starlink per comunicare ma Starshield. In particolare Musk ha dichiarato che se venisse impiegata la versione commerciale per sistemi d’arma, questa costituirebbe una violazione dei termini di servizio a prescindere dall’utilizzatore (anche se terminali Starlink sono stati utilizzati in passato sia da russi che da ucraini su droni).

Con Starshield invece è previsto l’utilizzo in ambito militare. Musk ha però precisato che, per quanto questa tecnologia sia sviluppata e venduta da SpaceX, la sua gestione è affidata al governo degli Stati Uniti e non è sotto alcun controllo da parte della società. La costellazione satellitare militare statunitense prevede sistemi di crittografia più robusta di quella commerciale oltre a resistere più efficacemente al jamming e a offrire anche supporto di analisi ottica dei territori ostili e per questo è un sistema che, nei nuovi scenari di guerra, è fondamentale (anche vista l’esperienza mostrata in Ucraina).