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Intel introduce Optane SSD P1600X, anche se il futuro di 3D XPoint è un’incognita

Il futuro delle soluzioni Optane è tutto da decifrare dopo la vendita della principale fabbrica produttiva della memoria 3D XPoint da parte di Micron, ma Intel non sembra abbia l’intenzione di mollare l’osso, infatti l’azienda ha introdotto Optane SSD P1600X, una nuova famiglia di prodotti destinata ai datacenter e più in particolare a compiti di avvio, caching e logging dei carichi di lavoro. In pratica, la nuova gamma sostituisce la serie Optane SSD 800p del 2018, che aveva prestazioni inferiori, latenze maggiori e un’interfaccia solo PCI Express 3.0 x2.

L’indirizzo di mercato fa sì che i modelli dell’offerta Optane SSD P1600X non abbiano un’enorme capacità, si parla infatti di 58 GB e 118 GB, ma Intel promette buone prestazioni e affidabilità. D’altronde queste unità dovrebbero agire a monte del sistema di archiviazione, velocizzando l’avvio del sistema e mantenendo in cache i dati di uso più frequente per migliorare le prestazioni.

I modelli Optane SSD P1600X si presentano in formato M.2 2280 con interfaccia PCI Express 3.0 x4, ragion per cui le prestazioni si attestano a un massimo di 1870 MB/s in lettura sequenziale, fino a 1050 MB/s in scrittura sequenziale e 426.000 / 243.000 OPS per le letture e scritture casuali. Il vero vantaggio di 3D XPoint è la resistenza, infatti si parla di 6 DWPD (drive writes per day) lungo cinque anni e un MTBF di 2 milioni di ore. Intel sottolinea inoltre una latenza d’accesso media in lettura di 7μs e una in scrittura di 10μs, valore importanti per un prodotto destinato al caching.

Tornando al discorso del futuro di 3D XPoint, non va dimenticato che Intel ha venduto a SK hynix la divisione delle memorie NAND per 9 miliardi di dollari. L’operazione comprende il business degli SSD, la produzione di NAND e wafer, nonché l’impianto produttivo di Dalian in Cina e si concluderà 2025. Intel potrebbe quindi adibire una linea di produzione di 3D XPoint a Dalian per qualche anno, o potenziare il sito di ricerca e sviluppo del New Mexico. Per ora però sono solo ipotesi in attesa che l’azienda faccia pienamente luce sulle intenzioni legate a questo tipo di memoria.