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In Europa sono gli italiani a detenere il primato del numero di TV a casa

Nelle case degli italiani spesso troviamo un televisore in salotto, uno in cucina e magari uno nella camera da letto e in quella dei ragazzi. da un ricerca emerge che in media gli italiani posseggono 2,5 TV per famiglia. È il quadro che emerge da una ricerca online sulle tendenze e il comportamento dei consumatori, realizzata da Philips TV & Sound in collaborazione con PanelWizard. Gli intervistati sono stati selezionati di età compresa tra 18 e 75 anni nei Paesi Bassi, Germania, Francia, Spagna, Italia e Polonia.

Come dicevamo, gli italiani posseggono in media 2,5 TV per famiglia, seguiti dagli spagnoli (2,2), dagli olandesi (1,9), dai tedeschi e dai polacchi (1,8). Non siamo perà quelli che passano più tempo davanti alla TV: gli europei intervistati passano in media circa 3,5 ore al giorno davanti allo schermo, ma il primato è detenuto dai telespettatori spagnoli con in media 219 minuti al giorno, seguiti dai tedeschi (in media 209 minuti al giorno), dagli italiani (in media 208 minuti al giorno), dai francesi (206 minuti al giorno) e dagli olandesi (186 minuti al giorno).

Nonostante la diffusione di mezzi d’informazione alternativi, la TV resta la principale fonte di informazione per gli italiani: ben il 79,8% del campione intervistato la utilizza per informarsi su ciò che accade nel mondo. In particolare le fasce più anziane la utilizzano come mezzo principale di informazione, mentre i più giovani fanno molto più uso di mezzi alternativi.

Il 48,3% degli italiani intervistati guardano principalmente i contenuti offerti dai canali della TV tradizionale, ma è in crescita la percentuale di chi utilizza principalmente i servizi di streaming come Netflix, Amazon Prime e video on demand (29,9%), numero che cresce soprattutto tra i giovani tra i 18 e i 29 anni.

Circa 8 persone su 10 del campione intervistato in Italia scelgono di guardare i contenuti preferiti in TV piuttosto che sullo smartphone per godere della migliore qualità dell’immagine, del suono e di un’esperienza nel complesso più completa. Una preferenza rilevata in tutte le fasce di età ma che cresce in proporzione con l’età adulta. Sotto i 30 anni, il 23% delle persone ha risposto di non avere preferenze e addirittura il 21% di optare per lo smartphone quando può scegliere.