Negli scorsi giorni avevamo riportato come il telescopio spaziale Nancy Grace Roman (RST) sia sostanzialmente pronto per l’integrazione e il lancio, previsto per settembre 2026. Questo nuovo strumento scientifico si unirà agli altri telescopi spaziali e terrestri per osservare l’Universo e sarà posizionato nel secondo punto di Lagrange (1,5 milioni di km dalla Terra) e sarà un’accoppiata ideale con HST e il JWST. In particolare con quest’ultimo, facendo un paragone fotografico, si potrà avere qualcosa di simile a un grandangolare (RST) e un teleobiettivo (JWST).

Una delle curiosità più interessanti (e nota) del telescopio spaziale Nancy Grace Roman, prima di vedere le immagini e quali dati riuscirà a catturare, è legata alle componenti impiegate. Non è infatti una pratica così strana per la NASA utilizzare parti che arrivano da agenzie del Dipartimento della Difesa (DoD, ora Dipartimento della Guerra) e in particolare dal National Reconnaissance Office o NRO. Qualcosa di simile è successo con Hubble, dove lo specchio principale deriva da componenti pensate per satelliti spia. Ci sono poi alcune indiscrezioni secondo le quali anche Webb utilizzerebbe componenti sviluppate insieme da Northrop Grumman per satelliti spia di nuova generazione.
Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman e i satelliti spia
Le informazioni sull’utilizzo di componenti di satelliti spia statunitensi per il nuovo RST risalgono a diversi anni fa quando ancora il progetto si chiamava Wide-Field Infrared Survey Telescope (WFIRST). Come si può leggere in un documento ufficiale dell’NRO, ora declassificato, l’agenzia per la sorveglianza aveva a disposizione due componenti telescopici parzialmente smontati e un terzo specchio primario e altri componenti di ricambio.

Queste parti sarebbero dovute essere integrate in satelliti spia, ma l’NRO cambiò i piani e quindi si decise di utilizzarli per la NASA. Una delle possibilità è che le componenti dovessero essere utilizzate nel progetto FIA-Optical (chiamato anche Future Imagery Architecture – Optical), successore di KH-11 (Keyhole-11), che aveva come appaltatore Boeing. A causa dell’aumento dei costi, giudicati troppo elevati anche per il DoD, il programma fu cancellato.
In particolare all’interno del telescopio spaziale Nancy Grace Roman sono stati impiegati l’Optical Telescope Assembly e lo specchio primario. Quest’ultimo è stato costruito da Exelis (ora parte di L3Harris) tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni ’00. Si tratta di una soluzione derivata da quella di Hubble ma ancora più avanzata e più leggera, permettendo di risparmiare massa per altre componenti.
Non ci sono fotografie (pubbliche) di tutte le componenti che sarebbero state destinate al programma del DoD, mentre ci sono fotografie dello specchio primario “spogliato” delle parti secretate. Questa scelta ha consentito alla NASA di risparmiare circa 275 milioni di dollari e diversi mesi di sviluppo a tutto vantaggio dell’agenzia spaziale.

Un esempio di fotografia catturata da un satellite spia (fonte)
Non abbiamo informazioni precise sulle capacità dei satelliti spia statunitensi. Se si considera le potenzialità teoriche, intorno a 200 km di quota, si potrebbe raggiungere una risoluzione di poco inferiore ai 6 cm/pixel. Le agenzie tendono però a non rilasciare immagini a piena risoluzione e in grado di far capire chiaramente alle nazioni ostili le proprie potenzialità osservative, anche se alcuni indizi sono stati forniti indirettamente dal presidente Donald Trump mostrando un’immagine di una fotografia stampata.