Buone notizie dalla NASA! Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman è finalmente pronto per il lancio dopo il completamento della costruzione negli scorsi mesi e il superamento degli ultimi test. Il lancio è previsto per settembre 2026 a bordo di un razzo spaziale Falcon Heavy di SpaceX dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center in Florida. Come dichiarato da Jared Isaacman (amministratore della NASA), questo programma è arrivato l’obiettivo con 8 mesi di anticipo (il lancio era previsto non oltre maggio 2027) rispetto alle stime e sotto al budget proposto. Un risultato importante quando si parla di ridimensionamento del budget della NASA.
The Nancy Grace Roman Space Telescope is in final preparations for an early September launch, eight months AHEAD of schedule and UNDER budget.
This milestone is the result of more than a decade of dedication and millions of hours of work by NASA and our industry partners. Their… pic.twitter.com/dmNglbc93h
— NASA Administrator Jared Isaacman (@NASAAdmin) April 21, 2026
Durante la conferenza stampa che annunciava il traguardo del telescopio spaziale Nancy Grace Roman, Isaacman ha dichiarato “lo sviluppo accelerato di Roman è una vera storia di successo di ciò che possiamo ottenere quando gli investimenti pubblici, le competenze istituzionali e l’impresa privata si uniscono per affrontare le missioni quasi impossibili che cambiano il Mondo”, aggiungendo poi un altro commento sui social “Roman contribuirà a rispondere ad alcune delle più grandi domande della scienza, studiando la materia oscura, l’energia oscura e la struttura dell’Universo. Le sue immagini saranno così ampie e dettagliate che non esiste al Mondo uno schermo abbastanza grande da visualizzarle”.

Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman si prepara al lancio
Come per altre missioni scientifiche, anche per il telescopio spaziale Nancy Grace Roman (chiamato in breve RST, Roman Space Telescope), la missione primaria avrà una durata di cinque anni e sarà inclusa nel budget attuale. Una volta completata l’agenzia cercherà nuovi fondi per permetterne il proseguo se le condizioni lo consentiranno (situazione decisamente probabile), con un obiettivo di arrivare a dieci anni di operatività.

Secondo la NASA, RST dovrebbe raccogliere 20 mila TB di dati in cinque anni grazie alla sua fotocamera ad alta risoluzione e ampio campo visivo. Si indagherà così sugli esopianeti, sulle galassie, nuovi oggetti spaziali e analisi su materia oscura ed energia oscura.

Lo specchio primario del telescopio spaziale Nancy Grace Roman avrà un diametro di 2,4 metri, come quello di Hubble, ma con una massa inferiore. A differenza del telescopio spaziale James Webb, che ha una struttura quasi unica (forse condivisa con un satellite spia statunitense, del quale però non ci sono informazioni precise), RST è più simile a un telescopio spaziale tradizionale per quanto riguarda il suo aspetto, ma è la tecnologia al suo interno che è importante.

RST sarà posizionato nel secondo punto di Lagrange (L2, a 1,5 milioni di km dalla Terra) con una temperatura di esercizio che sarà mantenuta a 24°C mentre lo specchio sarà raffreddato a -8°C. L’apertura sarà pari a f/7.9 per lo strumento WFI (Wide Field Instrument) che ha un sensore da 300 MPixel pensato per raccogliere l’emissione infrarossa e nel visibile. Sia RST che JWST osserveranno quindi nell’infrarosso, ma le capacità dei due telescopi non sono sovrapponibili ma piuttosto si completano (uno ha una visione più ampia, l’altro un migliore ingrandimento).

Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman ha due strumenti principali: WFI (Wide Field Instrument) e un coronografo. Il primo adotta anche uno spettrometro ma i componenti che risaltano maggiormente sono i 18 sensori Teledyne H4RG-10 da 4096 x 4096 pixel (pixel da 10 μm) realizzati in HgCdTe che permettono un grande range spettrale. Il campo visivo è di 0,4° x 0,8°, ossia circa 200 volte più ampio della fotocamera WFC3-IR di Hubble ma con maggiore sensibilità e una risoluzione spaziale comparabile.

Chiaramente è presente una ruota con filtri per le varie lunghezze d’onda da analizzare (da a 0,48 μm a 2,3 μm) e un sistema ottico per la spettroscopia senza fessura (da 0,75 μm a 1,93 μm). Il sistema ottico sarà raffreddato attraverso dei radiatori passivi in quanto la rilevazione degli infrarossi risente della presenza di fonti di calore nelle vicinanze (che emettono infrarossi anch’esse).
Il secondo strumento del telescopio spaziale Nancy Grace Roman è un coronografo (CGI). Grazie a questo sarà possibile fotografare esopianeti e dischi protoplanetari con polveri e gas intorno alle stelle che si trovano nelle vicinanze della Terra raggiungendo un livello di dettaglio fino a mille volte superiore alle potenzialità di altri telescopi.

Per riuscirci sarà presente un sistema di filtri e specchi che occulteranno la luce della stella bersaglio così da consentire di osservare il passaggio di uno o più esopianeti. Nei primi 18 mesi della missione, questo strumento sarà disponibile per l’utilizzo solo da alcuni enti mentre in futuro sarà aperto alla comunità scientifica internazionale che potrà sottoporre le proposte.
Grazie al suo design, il coronografo potrà sopprimere la luce della stella con due o tre ordini di grandezza superiori rispetto ad altri telescopi spaziali. Interessante la presenza di specchi flessibili che modificheranno la loro conformazione con attuatori così da rendere al meglio in ogni circostanza. La precisione sarà assoluta tanto che la NASA indica come “le modifiche alle superfici degli specchi sono così precise che possono compensare errori inferiori alla larghezza di un filamento di DNA”. Oltre alla tecnica del transito, sarà possibile anche sfruttare l’imaging diretto per osservare direttamente pianeti delle dimensioni di Giove (giganti gassosi)