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Il razzo cinese Lunga Marcia 5B è rientrato nell’Oceano Indiano, non si segnalano danni

Com’era prevedibile, ma non certo, la corsa del razzo cinese Lunga Marcia 5B che ha portato il primo modulo della stazione spaziale cinese in orbita, si è conclusa in una zona sopra l’Oceano Indiano. La conferma è arrivata dagli stessi enti cinesi oltre che dall’attento monitoraggio da parte di agenzie di tutto il Mondo. 

Uno degli ultimi avvistamenti (almeno finora) è un video registrato mentre il razzo da 22 tonnellate passava sopra l’Oman mentre poco prima era transitato nei cieli della Giordania (ripreso anche in questo caso con uno smartphone). Qualche minuto prima invece aveva “sfiorato” il Sud Italia passando anche sopra la Sardegna. Appassionati di astronomia e ricercatori hanno mantenuto aggiornati gli utenti più curiosi durante tutto il periodo di discesa del razzo verso gli strati più bassi dell’atmosfera. 

Il razzo cinese e il rientro nell’Oceano

Come abbiamo avuto modo di ripetere più volte nel corso della serata/nottata, nell’altra notizia scritta l’8 Maggio, le possibilità che detriti potessero in qualche modo colpire la terraferma erano piuttosto scarse. E ancora meno probabile che il razzo colpisse una zona abitata. Certo, le probabilità non erano “nulle”, del resto si trattava di un componente dalle dimensioni di circa 30 metri e dalla massa di 20 tonnellate senza possibilità da parte del personale di terra di poterne controllare la traiettoria.

razzo cinese

Sul social network Weibo, la stessa CMSA (China Manned Space Agency) ha scritto che “secondo le informazioni del CMSEO, dopo il monitoraggio e l’analisi, alle 10:24 del 9 Maggio 2021, il razzo Lunga Marcia 5B Yao-2 si è disintegrato rientrando nell’atmosfera e l’area di atterraggio è in mare nella zona di longitudine 72,47° E e 2,65° latitudine N. La maggior parte dei frammenti sono bruciati nel rientro”.

Non è escluso che entro qualche ora sarà possibile vedere qualche video registrato nella zona delle Maldive, considerando che il razzo cinese dovrebbe essersi disintegrato proprio in prossimità dell’arcipelago. Il rientro dovrebbe essere avvenuto intorno alle 4:24 (ora italiana), sempre secondo quanto riportato dalle fonti cinesi. Per il 18° Squadrone del Controllo Spaziale della Space Force statunitense, il rientro (per quanto confermato) è avvenuto a una longitudine di 50° E e una latitudine di 22,2° N. Si tratta di una zona a nord delle Maldive e leggermente diversa da quella segnalata dalle agenzie cinesi.

razzo cinese

Non è la prima volta che succede e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Agenzie e società che operano nel campo aerospaziale stanno cercando di essere sempre più scrupolose quando si tratta di far deorbitare i propri razzi (o stadi) facendoli precipitare in zone di mare aperto dove non è prevista la presenza umana per km. Inoltre con l’avvento dei razzi riutilizzabili, la consuetudine di far precipitare in maniera controllata (o meno) stadi di razzi o booster sarà sempre meno diffusa.

La stessa Cina, con i nuovi Lunga Marcia 9 e una versione modificata dei Lunga Marcia 8 (oltre che con il lavoro di alcune società private) sta puntando in questa direzione. Nonostante tutto per la costruzione della stazione spaziale cinese, che sarà realizzata con 11 lanci complessivi, ci si servirà ancora di tecnologie di “vecchia generazione”. Per arrivare al completo riutilizzo bisognerà aspettare ancora qualche anno.