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Il piccolo satellite FEES dell’italiana GP Advanced Projects è in orbita

Abbiamo scritto diverse volte di come lo Spazio stia vivendo una nuova giovinezza grazie all’ingresso di moltissime società del settore privato che vanno a unire le forze con le grandi agenzie governative. Nomi come quello di SpaceX sono ormai molto conosciuti ai più, ma ce ne sono molte altre.

satellite italia

In Italia abbiamo realtà come Thales Alenia Space che sta aiutando a realizzare il Lunar Gateway. Ma ci sono anche nomi meno conosciuti al grande pubblico, come la bresciana GP Advanced Projects che ha annunciato recentemente la messa in orbita di un nuovo satellite FEES (Flexible Experimental Embedded Satellite).

Il satellite di GP Advanced Projects

Si tratta di una soluzione molto compatta considerando che le dimensioni pari a 10 x 10 x 3 cm con una massa di 300 grammi. Al suo interno troviamo una batteria 18650 ai polimeri di litio che forniscono 3,5 Ah che vengono ricaricate dai pannelli solari disposti lungo i bordi esterni. Ci sono poi un microcontrollore STM32F4 (ARM Cortex-M4) da 40 MHz, un giroscopio a 3 assi, un magnetometro, un accelerometro e un modulo GPS con antenna.

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Il lancio in ride-sharing è avvenuto a bordo di un lanciatore Soyuz 2.1a Fregat che trasportava altri 37 satelliti di diverse nazioni. GP Advanced Projects ha annunciato che dopo 95 minuti dal rilascio in orbita, il satellite ha iniziato a comunicare con il centro controllo a terra. Questo ha permesso l’inizio della parte sperimentale della missione. I test verteranno sulle prove di connettività attraverso il protocollo LoRa (Long Range), ricezione dei segnali GPS e Iridium, analisi del livello di radiazioni, scattare immagini della Terra e verificare i sistemi di controllo. Nei prossimi due mesi dovrebbe poi essere lanciata una nuova unità.

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Interessante notare come un satellite FEES possa avere le stesse funzioni dei più grandi CubeSat (che hanno un volume superiore di 2/3). Per riuscire a integrare tutte le funzionalità in un formato ridotto è stato necessario l’impiego di nuove tecnologie che derivano da investimenti in ricerca e sviluppo della stessa GP Advanced Projects. L’azienda non sottovaluta la questione legata ai detriti in orbita. Queste operazioni oltre che economiche sono sostenibili da questo punto di vista. L’orbita scelta è quella eliosincrona (SSO) a 575 km.

Guido Parissenti (fondatore dell’azienda) ha anche spiegato quali saranno i progetti futuri di GP Advanced Projects. Dopo la fase di validazione a terra e il lancio con successo, ora si punterà a portare in orbita più di 50 satelliti entro il 2025 realizzando una costellazione PiCo-IoT (Picosatellite Constellation for Internet of Things) già entro il 2022. Si stima che oltre 30 milioni di dispositivi IoT potranno sfruttare la connettività satellitare entro i prossimi anni.