Il nuovo CEO di Mozilla e la strategia per sopravvivere: più Firefox, meno Google

Mozilla apre una nuova fase della propria storia con l’annuncio della nomina di Anthony Enzor-DeMeo come Chief Executive Officer (CEO) di Mozilla Corporation, la controllata for-profit del gruppo. Una scelta che arriva in un momento complesso per l’azienda, stretta tra ristrutturazioni, riduzione del personale, forte dipendenza economica dagli accordi con Google e un mercato tecnologico sempre più dominato dall’intelligenza artificiale.

Enzor-DeMeo non è un volto nuovo in Mozilla: nell’ultimo anno ha guidato Firefox, supervisionandone strategia, roadmap e risultati di business in una fase di profondi cambiamenti per il web, la ricerca online e le aspettative degli utenti. Sotto la sua direzione, il browser ha accelerato lo sviluppo di nuove funzionalità, migliorato l’esperienza d’uso e avviato un’integrazione dell’AI che punta esplicitamente su trasparenza, controllo e scelta dell’utente.

Il modo in cui Mozilla opera resta peculiare. Da un lato c’è la Mozilla Foundation, organizzazione non profit impegnata nella promozione di un web aperto e accessibile; dall’altro la Mozilla Corporation, chiamata a generare ricavi sostenibili. Un equilibrio che negli ultimi anni è diventato più fragile, soprattutto considerando che gran parte delle entrate deriva ancora dall’accordo che rende Google il motore di ricerca predefinito in Firefox. Lo stesso Enzor-DeMeo riconosce la necessità di diversificare le fonti di reddito, pur ribadendo che il browser resta il cuore del modello di business.

Anthony Enzor-DeMeo, nuovo Chief Executive Officer di Mozilla Corporation

Secondo il nuovo CEO, il momento di transizione che il settore sta vivendo rappresenta anche un’opportunità. La diffusione dell’AI generativa ha incrinato ulteriormente la fiducia degli utenti nei confronti delle grandi piattaforme, creando spazio per un attore che possa proporsi come alternativa credibile. In questo scenario, Firefox viene visto come il luogo chiave in cui si giocheranno le prossime sfide su dati, trasparenza e fiducia.

Mozilla non intende sviluppare un proprio large language model (LLM) di dimensioni paragonabili a quelli dei big del settore, ma sta lavorando a una AI Mode per Firefox attesa nel corso del prossimo anno. L’approccio prevede il supporto a più modelli, inclusi LLM open source, soluzioni cloud gestite direttamente da Mozilla e anche modelli di grandi aziende tecnologiche, lasciando all’utente la possibilità di scegliere. Un’impostazione coerente con la filosofia dell’azienda, che non ha incentivi a spingere una singola piattaforma o un singolo fornitore.

Questa visione è già visibile nelle funzionalità introdotte di recente. Su iOS, ad esempio, Firefox ha lanciato Shake to Summarize, strumento basato su AI che ha ottenuto una menzione speciale nei TIME Best Inventions 2025. Sul desktop e mobile sta prendendo forma AI Window, un assistente opzionale che consente di selezionare il modello da utilizzare e di gestire in modo esplicito le impostazioni di privacy. Nel frattempo, Firefox registra segnali di ripresa: crescita a doppia cifra su mobile per due anni consecutivi (13% nell’ultimo anno) e una progressiva stabilizzazione dell’utenza desktop, con circa 200 milioni di utenti attivi mensili.

Dal punto di vista organizzativo, Enzor-DeMeo raccoglie le redini di Laura Chambers, che ha guidato Mozilla a interim in una fase definita per l’evoluzione del web e del mercato della ricerca. Chambers rientrerà ora nel Consiglio di amministrazione di Mozilla Corporation. Contestualmente, Ajit Varma è stato promosso a Head of Firefox, mentre John Solomon entra in azienda come Chief Marketing Officer, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del brand e ricordare agli utenti che esistono alternative concrete nell’ecosistema tecnologico.

Guardando al futuro, Mozilla dichiara di voler misurare i propri risultati su un “doppio bilancio”: avanzare la missione storica dell’azienda e, allo stesso tempo, competere con successo sul mercato. Nei prossimi tre anni questo significherà ridurre la dipendenza dai ricavi legati alla ricerca, puntare su abbonamenti, servizi come VPN e Monitor integrati nel browser, pubblicità e nuove opportunità legate all’AI, senza snaturare il principio di un web aperto e controllabile dagli utenti.

Per Enzor-DeMeo la priorità resta chiara: costruire il miglior browser possibile e farne il perno di un ecosistema sostenibile. Una scommessa che passa dalla convinzione che, in un mercato sempre più opaco, la fiducia possa tornare a essere un vero vantaggio competitivo.