Da quando Sputnik (nel 1957) dimostrò che si potevano portare in orbita dei satelliti, lo Spazio non è diventato solo un mondo legato alla ricerca scientifica ma anche di importanza strategica dal punto di vista economico, militare e politico. I satelliti spia sono una realtà diffusa, con diverse caratteristiche, e una delle agenzie più importanti da questo punto di vista a livello globale è la National Reconnaissance Office (NRO).

L’agenzia statunitense ha lanciato nel corso degli anni moltissimi satelliti e di tanti non si hanno informazioni pubbliche su struttura e capacità tecniche. Un’idea è possibile averla per esempio pensando al telescopio spaziale Hubble, che nasce sulle basi di satelliti spia ottici, oppure da tecnologie impiegate per il telescopio spaziale James Webb che potrebbero essere state adattate da satelliti spia realizzati da Northrop Grumman (pur non essendoci conferme ufficiali).

L’NRO e i satelliti spia della serie JUMPSEAT
Nelle scorse ore l’National Reconnaissance Office ha rilasciato ufficialmente delle informazioni riguardanti la serie di satelliti spia JUMPSEAT che sono stati lanciati tra il 1971 e il 1987 con la fine del servizio stimata nel 2006. Chiaramente l’NRO ha potuto mostrare alcune delle caratteristiche di questi satelliti perché ormai decisamente obsoleti e superati in capacità dalle nuove versioni, delle quali non ci sono informazioni pubbliche ma solo speculazioni (anche se non è escluso che potenze nemiche possano averne in loro possesso).

Secondo quanto riportato i satelliti spia JUMPSEAT hanno utilizzato i numero missione 7701 a 7708 (indicando così quante unità sono state lanciate). In particolare questi satelliti sono stati voluti dalla United States Air Force in un programma condiviso con l’NRO.
Il programma con nome in codice “Project EARPOP” ha permesso, sempre stando alle dichiarazioni, di acquisire informazioni di intelligence nel periodo piuttosto turbolento della Guerra Fredda, anche se il loro servizio si è poi prolungato oltre.

Questi satelliti spia (con massa stimata di circa 700 kg) non hanno telescopi o sistemi di acquisizione di immagini ma sono pensati per catturare segnali e presentano sulla struttura diverse antenne sia per la ricezione dei segnali da parte degli obiettivi ma anche per l’invio verso i centri di elaborazione sulla Terra. In particolare era possibile raccogliere segnali elettronici da parte di strumentazione ostile e comunicazioni.
La particolarità di JUMPSEAT era quella di sfruttare orbite altamente ellittiche, chiamate Molniya, che permettevano di avvicinarsi molto agli obiettivi (pur allontanandosi poi dal pianeta arrivando fino a 40 mila km). Queste stesse orbite sono state utilizzate anche da satelliti spia dell’Unione Sovietica e dalla Russia considerando che sorvolano sia il territorio russo ma anche quello statunitense, canadese, groenlandese e nord europeo.

La prima missione prima missione dei satelliti JUMPSEAT è stata lanciata nel 1971 dalla base aerea di Vandenberg (ora appartenente alla Space Force). Come sottolineato dall’astronomo Jonathan McDowell mancano ancora alcune informazioni per avere un quadro preciso di quando sono avvenuti i lanci considerando che l’NRO nello stesso periodo ha anche portato in orbita i satelliti del programma QUASAR utilizzati per supportare lo scambio dei dati. Di questi ultimi però non ci sono ancora informazioni precise.