Il programma Artemis è fortemente legato allo sviluppo dei lander lunari e in particolare delle versioni per equipaggio. Attualmente sono in fase di realizzazione Starship HSL di SpaceX e Blue Moon MK2 di Blue Origin. Solo poche settimane fa sembrava che la NASA puntasse a lanciare la missione Artemis III (in LEO) intorno alla metà del 2027. Jared Isaacman (amministratore dell’agenzia spaziale) ha però annunciato durante un’udienza al Congresso che le due società gli hanno assicurato come i lander lunari saranno pronti per la fine del prossimo anno, facendo così potenzialmente posticipare la prossima missione del programma.
Three years since the first flight of Starship, the next generation is here. New ship. New booster. New engines. New pad and new test site. SpaceX engineers are working to solve one of the most difficult engineering challenges in history: developing a fully, rapidly reusable… pic.twitter.com/LOMrBE97J0
— SpaceX (@SpaceX) April 24, 2026
Proprio in vista di Artemis III, gli occhi sono puntati in particolare su Starship, con SpaceX che sta per lanciare per la dodicesima volta (Flight 12) il razzo spaziale completamente riutilizzabile. Elon Musk, nel corso dei mesi, aveva dichiarato come questa missione fosse prevista inizialmente entro la prima parte dell’anno, poi via via posticipandola. Ora Flight 12 potrebbe decollare non prima delle 0:30 del 13 maggio (ora italiana).
Il dodicesimo lancio di Starship potrebbe essere vicino
Le informazioni derivano dai dati inseriti nel sistema CADENA per la gestione del traffico aereo. La finestra per il lancio di questa missione suborbitale di Starship si aprirà alle 0:30 e si chiuderà alle 02:43 del 13 maggio (ora italiana) mentre nella zona di Starbase (Texas) sarà pomeriggio. Una delle parti più interessanti è quella legata alla nuova traiettoria, che sarà posta più a sud e più inclinata rispetto alle precedenti missioni.


Questa scelta dovrebbe essere legata a un minore impatto sul traffico aereo nella zona della Florida (e Cuba) posizionandosi invece in un corridoio tra la penisola dello Yucatán, Cuba, le Isole Cayman, la Giamaica, Haiti e la Repubblica Dominicana. La fase terminale, dove invece ci sarà l’ammaraggio di Ship 39, è sempre prevista al largo delle coste dell’Australia, nell’Oceano Indiano. Ricordiamo, come sempre, che fino a quando non ci sarà l’annuncio ufficiale da parte di SpaceX, date e orari sono da considerarsi indicativi (anche se le tempistiche sembrerebbero corrette).

Durante Flight 12 assisteremo, come scritto sopra, a un nuovo test suborbitale che richiamerà alcuni di quelli visti in precedenza. La motivazione è quella di provare l’hardware di terza generazione che volerà per la prima volta durante questa missione. Saranno coinvolti Super Heavy Booster 19 e Ship 39. entrambe queste unità hanno completato diversi test tra i quali due static fire a distanza di pochi giorni l’uno dall’altra.

Con Flight 12 non ci si aspetta il recupero di nessuno dei due stadi. Booster 19 dovrebbe rientrare nella zona del Golfo del Messico e non essere recuperato da Mechazilla, mentre Ship 39 dovrebbe ammarare nell’Oceano Indiano dopo un rientro controllato e la manovra belly-flop. Per questa missione verrà anche inaugurato Pad 2 di Starbase, che ha una struttura diversa e più resistente di Pad 1 (impiegato finora). Debutteranno in un volo anche i motori Raptor 3 che rappresentano un’evoluzione importante rispetto ai Raptor 2 avendo un design più semplice ma garantendo anche una spinta superiore e un risparmio della massa complessiva.