Tecnologia

HP Omen 25i: compatto, a 165 Hz e interessante per i giocatori

Chi ha detto che i monitor gaming debbano per forza essere grandi, vistosi, pieni di lucine colorate o, in altri termini, tamarri? I monitor dalle caratteristiche tecniche adatte al videogiocatore competitivo si accompagnano spesso a fronzoli estetici che, fatto salvo per alcune tipologie di utenti, sono ovviamente ininfluenti per l’esperienza finale e, anzi, possono risultare anche non particolarmente gradevoli per alcuni giocatori.

A differenziarsi da questa moda ci prova HP con il monitor Omen 25i: una soluzione che bada alla sostanza (e che sostanza, come vedremo poco oltre) e propone un’estetica essenziale, semplice e lineare. La “carta d’identità” di questo monitor indica dimensioni di 24,5 pollici, risoluzione nativa FHD di 1920×1080 pixel (e quindi una definizione risultante di 90 pixel per pollice), pannello IPS a 8-bit e frequenza di aggiornamento di ben 165Hz assieme alla compatibilità con le modalità NVIDIA G-SYNC e AMD FreeSync Premium Pro.

Come dicevamo il design è molto semplice, e contribuisce a dar vita ad un dispositivo piuttosto compatto che trova facilmente posto su qualsiasi scrivania. Le cornici sono sottili e rendono adatta questa periferica anche per l’allestimento di postazioni multi-monitor, riducendo al minimo il fastidio di vedere un’immagine “interrotta” rispetto a quanto accade con monitor con cornici ingombranti.

L’elettronica di controllo del pannello risulta raccolta nella parte posteriore, dove si scorge un’area di forma quadrata che ospita su due lati le connessioni di input/output. Il piedistallo non offre regolazioni in altezza: la ricerca di compattezza e ingombri ridotti impone una scelta importante in termini di gestione della “coperta corta”. Come possiamo vedere i connettori I/O sono dislocati diagonalmente.

Per quanto riguarda il segnale video troviamo un connettore DisplayPort 1.4 e un connettore HDMI 2.0. Il monitor offre poi due porte USB-A 3.2, una porta USB-B e un mini-jack per la connessione di cuffie o altoparlanti. Vediamo poi un tradizionale connettore di alimentazione di tipo coassiale a significare che l’alimentatore di questo monitor non è integrato ma esterno. E’ di piccole dimensioni, tuttavia per qualcuno può rappresentare un orpello in più da collocare sulla scrivania: anche in questo caso la volontà di rendere il monitor il più compatto possibile presenta un ovvio compromesso.

Il piccolo jog per il controllo del menu OSD, si trova anch’esso nella parte posteriore, sulla sinistra, così che risulti agevole utilizzarlo con la mano destra quando lo schermo viene osservato dall’utente. Considerazione che vale per i destrorsi: gli utenti mancini potrebbero trovare qualche piccola difficoltà in più. Il pulsante di accensione, contrariamente a quanto accade sovente con questo tipo di controlli, non è incorporato nel jog.

L’On Screen Display di HP Omen 25i offre ampio margine di regolazione, con numerosi menù molto ben leggibili (l’area occupata dall’OSD è poco meno di un quarto dell’intero display) e un funzionamento piuttosto agevole ed intuitivo, grazie anche al jog di pronta risposta.

Per quegli utenti che non amano realizzare le configurazioni tramite l’OSD c’è la possibilità di ricorrere al software. Basta scaricare la versione più aggiornata di OMEN Gaming Hub per vedere come appaia, a monitor connesso, una sezione dedicata proprio all’Omen 25i. Da questa possiamo scegliere la modalità di visualizzazione desiderata, così come impostare luminanza e contrasto in maniera specifica, il tempo di risposta e se abilitare o meno la tecnologia di Adaptive Sync. Anche le modalità di visualizzazione speciali di cui è dotato Omen 25i sono attivabili tramite il software, nello specifico la Visione penombra e la Precisione dei contorni. La prima rende luminose le aree più scure delle immagini in modo da migliorare l’individuazione degli oggetti in queste ultime, il tutto senza sovraesporre le aree luminose. La seconda, invece, rende più marcati i bordi degli oggetti poligonali, in modo da staccarli in maniera più efficace rispetto allo sfondo.

Il software permette anche di visualizzare a schermo il mirino, il contatore FPS e il timer. Utili soprattutto i primi due. HP Omen 25i è dotato di una tecnologia di gestione automatica del mirino, che ne cambia il colore in funzione delle immagini sottostanti. In questo modo non capiterà, ad esempio, che il mirino bianco non sia distinguibile perché le immagini hanno una prevalenza di tonalità chiare. In queste circostanze, infatti, il mirino verrà colorato di nero. Altrettanto utile il contatore FPS, non solo per avere una percezione chiara delle prestazioni del PC ma anche per verificare il refresh rate nelle condizioni di tecnologia di Adaptive Sync abilitata.

Passando al test della latenza, abbiamo rinvenuto un risultato in linea con le specifiche di targa della soluzione HP Omen 25i. Il monitor risulta particolarmente reattivo, confermandosi particolarmente adatto per il giocatore che ama giocare su PC a titoli molto fluidi, e magari non particolarmente dettagliati sul piano grafico, e che non è particolarmente interessato alla risoluzione. Il test è stato eseguito con il tool NVIDIA LDAT.

HP Omen 25i

Le misure al colorimetro: tanta qualità, anche in HDR

Il monitor HP Omen 25i offre 8 profili preimpostati. Abbiamo approfondito l’analisi strumentale sul profilo standard e sul profilo Gaming, dal momento che gli altri pre-set presenti “Warm” “Cool” e “Night” già solo con “l’occhiometro” offrono una resa significativamente distante dalla riproduzione corretta: sono infatti profili pensati espressamente per conferire una resta specifica al pannello, appunto più calda o più fredda rispetto alla riproduzione naturale.

Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB

Curva di Gamma
Curva di gamma

Gamut
Gamut

DeltaE
DeltaE

Il profilo standard, che viene ricondotto di fatto a quello sRGB, si comporta già abbastanza bene. Il bilanciamento del bianco vede un comportamento non particolarmente problematico: per quanto sia visibile una sorta di “divergenza” tra le componenti verde e blu al salire della scala di grigi, la deviazione rispetto al riferimento rientra comunque in un intervallo contenuto e non causa dominanti che possano essere realmente percepibili ad occhio nudo tali da inficiare l’esperienza di visione. Molto buona la progressione tonale, con una curva di gamma misurata piuttosto vicina al riferimento, per una luminanza massima per questo profilo di 260 candele su metro quadro e un rapporto di contrasto di 1145:1. Di tutto rispetto il dominio cromatico: in questo profilo vediamo che il gamut rilevato è pressoché completamente sovrapponibile allo spazio colore sRGB. La conseguenza è una fedeltà cromatica di livello decisamente buono, con molti campioni al di sotto di DeltaE 1. In sintesi il profilo sRGB offre un comportamento valido e di qualità, adatto anche per attività di produzione ove la fedeltà dello spazio colore sRGB sia requisito importante.

Profilo Gaming

Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB

Curva di Gamma
Curva di gamma

Gamut
Gamut

DeltaE
DeltaE

Le analisi strumentali per il profilo Gaming rivelano un comportamento ancora una volta piuttosto apprezzabile. Per quanto riguarda il bilanciamento del bianco valgono le medesime considerazioni espresse in precedenza, e sul fronte della progressione tonale vediamo lo stesso andamento regolare del precedente profilo, con la differenza che in questo caso la luminanza massima si spinge fino a oltre 370 candele su metro quadro, per un rapporto di contrasto di 840:1. Per questo profilo vediamo inoltre un triangolo di gamut che si allarga fino a coprire una porzione ragguardevole dello spazio colore P3, con qualche piccolo deficit per quanto riguarda l’area dei verdi (e di conseguenza gialli e, in misura minore, i ciano). In ogni caso la fedeltà cromatica riesce a mantenersi su livelli assolutamente degni di nota, per un’esperienza videoludica di tutto rispetto.

Infine uno sguardo al comportamento in modalità HDR: la luminanza si spinge fino a 480 candele su metro quadro, un risultato abbastanza buono per quanto riguarda questa categoria di display. Ciò che è maggiormente apprezzabile è però la progressione della scala di grigi che avviene in maniera piuttosto fedele a quella che dovrebbe essere la gamma “canonica” SMPTE2084 HDR: fino ad ora tra i monitor gaming abbiamo con difficoltà incontrato un andamento tanto preciso.

Merita poi un discorso a parte il profilo Game Remaster Mode che si rivela particolarmente utile soprattutto con i giochi del passato che giravano a risoluzioni basse. Le immagini di questi giochi, soprattutto in movimento, apparivano poco nitide e sfocate: questa tecnologia tende a porre rimedio a questi fastidi, applicando dei filtri immagine che restituiscono immagini dettagliate anche nel caso di risoluzioni di partenza particolarmente basse.

HP Omen 25i arriva a settembre, ad un prezzo interessante

Lo avevamo già detto all’inizio: HP Omen 25i è un monitor senza fronzoli che punta dritto alla sostanza, e lo abbiamo verificato con le misure strumentali. Ad un prezzo indicativo di 279,99 Euro, e con una disponibilità prevista per fine agosto/inizio settembre si potrà entrare in possesso di una periferica compatta e tecnicamente pregevole per il videogiocatore, adatta anche a saltuari compiti professionali, con un buon comportamento in campo HDR. Si rinuncia ad un pizzico di coinvolgimento, trattandosi di un pannello piano e non curvo e bisogna accettare l’alimentatore esterno: compromessi a cui, a nostro avviso, è facile scendere pesando ciò che c’è sull’altro piatto della bilancia.