Hai mai notato che l’iPhone sbaglia sempre certe parole? Non è un caso

Secondo quanto riportato da Reuters, la tastiera di iOS dispone di un elenco multilingue non dichiarato di parole e frasi che il sistema non propone nell’autocompletamento e che, nella maggior parte dei casi, non vengono riconosciute con la digitazione swipe. A individuarlo è stato il ricercatore Derik Kauffman, che ha pubblicato online l’intero elenco, suddiviso per lingua, sul sito swipeblocked.com.

Non si tratta di un divieto: gli utenti possono comunque scrivere qualsiasi termine in email e messaggi, digitandolo una lettera alla volta, e possono ignorare i suggerimenti predittivi. Le espressioni in elenco, però, non compaiono tra le proposte e, quando si usa lo swipe, la tastiera può modificarle automaticamente. Kauffman stima, in modo prudenziale, circa 100.000 voci, esclusi i caratteri cinesi, pur precisando che il conteggio dipende dal modo in cui si considerano le varie permutazioni.

La maggior parte delle voci è composta da termini volgari, offensivi o legati a sesso, droghe e violenza. L’elenco italiano include al momento oltre 306 termini, tra cui “calabria saudita”, “crimea stata russa” e “avanzi di galera” solo per tenerci sulle frasi vagamente presentabili. Negli USA compaiono anche locuzioni di natura politica, come “illegal immigrant”, “dictator Trump“, “sleepy Joe”, “covid was a hoax“, “left wing conspiracy” e “right wing conspiracy”, oltre a “Tibetan independence” e “United Ireland”. Tra i casi meno controversi figurano “Santa isn’t real” e “iMessage isn’t working”.

L’elenco varia da lingua a lingua. In hindi, secondo Kauffman, non è possibile digitare con lo swipe “Modi braggart” e “Rahul is Pappu”, espressioni dispregiative rivolte al primo ministro indiano Narendra Modi e al suo principale oppositore, Rahul Gandhi. In francese risulta bloccata la frase “immigration too high”, mentre in ebraico “occupied territories”. “Ogni lingua principale ha una qualche versione di questo”, ha dichiarato il ricercatore.

Kauffman afferma di aver notato la questione a settembre, quando lo swipe “inciampava” su alcune frasi, come “bad boy” o “white man”, ma non su “bad girl” o “black man”. Per capire il motivo ha usato Codex di OpenAI e Claude Code di Anthropic, fino a individuare l’elenco “nelle viscere” del sistema operativo. Sul suo sito spiega che la lista era memorizzata come tabella hash, poi riconvertita in testo.

Reuters ha verificato su un iPhone un sottoinsieme delle frasi segnalate, trovandole tutte difficili da inserire con lo swipe o assenti dai suggerimenti.

Un secondo ricercatore, Matt Suiche, ingegnere della società di cybersicurezza basata su AI agentica Tolmo, ha dichiarato di aver recuperato in modo indipendente la stessa lista e di aver confrontato i risultati di Kauffman con i dati interni di Apple, ottenendo una corrispondenza quasi perfetta. Secondo Suiche l’elenco è rimasto per anni “in bella vista” e testimonia come la comunicazione umana sia stata “potenzialmente influenzata e filtrata per anni all’interno delle app di messaggistica”.

Kauffman ritiene che la scoperta mostri come Apple bilanci la previsione di ciò che centinaia di milioni di utenti vogliono scrivere con la necessità di evitare suggerimenti offensivi o politicamente carichi, con un possibile effetto silenzioso sul modo in cui le persone comunicano.

“È una forma molto leggera di censura“, ha affermato, “ma alla scala su cui opera Apple basta un tocco leggero per avere un grande impatto”. Pur giudicando comprensibile l’intento di evitare l’invio accidentale di messaggi osceni o slogan infiammatori, ne contesta la coerenza applicativa.

Apple non ha commentato direttamente i risultati, né le dimensioni o la composizione dell’elenco, né i motivi per cui alcuni termini politici siano stati inclusi. Via email ha ricordato che gli utenti possono sempre digitare le parole che desiderano e ignorare i suggerimenti predittivi, e che la tastiera è progettata per non proporre contenuti potenzialmente inappropriati o offensivi.

David Greene, senior counsel della Electronic Frontier Foundation, ha definito l’elenco in parte “inquietante” e ha detto di interrogarsi sulle valutazioni di Apple, pur riconoscendo che potrebbe essere uno strumento utile per limitare suggerimenti indesiderati o provocatori. “Ma se intendono farlo, è qualcosa di cui gli utenti dovrebbero essere ben consapevoli e che dovrebbero poter personalizzare in una certa misura”, ha aggiunto. “Non dovrebbe essere una cosa segreta”.

Le tecnologie predittive hanno già causato problemi alle aziende che le adottano. L’autocompletamento di Google è stato più volte criticato, e in alcuni casi portato in tribunale, per i termini di ricerca suggeriti. L’anno scorso Apple era finita al centro dell’attenzione quando alcuni utenti avevano segnalato che, dettando la parola “racist”, sullo schermo compariva brevemente “Trump”: l’azienda aveva spiegato che si trattava di un errore, poi corretto.