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Grande domanda ma poca disponibilità anche per chip dei server

Anche chi non segue in modo capillare l’evoluzione del mercato è a conoscenza delle difficoltà legate alla disponibilità di componenti, necessari per la costruzione di molti prodotti informatici e di elettronica di consumo. Lo shortage ha colpito pesantemente moltoe industrie, tra le quali spicca quella automobilistica: è difficile riuscire al momento attuale ordinare una vettura senza dover incorrere in tempi di consegna molto allungati rispetto alla norma.

Questa dinamica ha ovviamente colpito anche il settore dei datacenter, con uan domanda di nuovi sistemi server che continua ad essere molto sostenuta. La trasformazione delle modalità operative di molte aziende, in atto sin dall’inizio del 2020 a motivo della pandemia globale, ha portato ad una richiesta di sistemi server superiore alle iniziali previsioni. L’avanzamento tecnologico, inoltre, richeide datacenter sempre più potenti per elaborare la mole crescente di dati generati dai vari dispositivi connessi e questo si ripercuote direttamente sulla domanda di server.

Digitimes evidenzia, con questa notizia, come un po’ tutti i produttori di server asiatici siano alle prese con notevoli problemi di produzione: è insufficiente per far fronte alle richieste dei clienti e soprattutto sono previsti ritardi nelle forniture di alcuni dei componenti fondamentali che possono estendersi sino a 70 settimane dalla data dell’ordine. I processori Intel e AMD per datacenter, appartenenti alle famiglie Xeon e EPYC, sono quindi in forte domanda ma la capacità produttiva non è sufficiente.

Tempistiche di questo tipo fanno chiaramente intendere come il problema della produzione di server sia ben evidente ora ma destinato a perdurare sicuramente per tutto il 2021, se non estendendosi anche a buona parte del prossimo anno. I produttori sono combattuti da un lato per la domanda di mercato che continua a mantenersi molto alta, senza apparenti segnali di stabilizzazione, e dall’altro con una capacità produttiva che continua a essere insufficiente per far fronte alle loro richieste.

Soluzioni a breve termine non sembrano essercene: la capacità produttiva di chip, insufficiente al momento, richiede investimenti in nuove fabbriche e sedi produttive ma questo implica tempi molto lunghi nell’ordine di alcuni anni. Oltre a questo dobbiamo tenere conto del fatto che ci vogliono almeno 3 mesi per completare la produzione di un chip: se anche la produzione raddoppiasse oggi gi effetti positivi sul mercato si concretizzerebbero solo dopo alcuni mesi. Tutti i produttori di semiconduttori sono da mesi al lavoro per ottimizzare ove possibile lo sfruttamento della propria capacità produttiva, avendo già anticipato l’intenzione di provvedere con nuovi impianti ad espandere la capacità complessiva per il futuro.