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Google Chrome compie 10 anni: ecco come ha rivoluzionato il web

Sono passati 10 anni dal rilascio della prima versione del browser Chrome, che veniva promosso come una ventata di aria fresca in ambito browser. Il debutto è stato annunciato con un fumetto, e la prima versione beta funzionava solo su PC Windows. Solo dopo oltre un anno, nel 2009, Chrome è arrivato anche su Linux e su macOS. Il lancio del browser web è avvenuto con un tempismo perfetto, quando cresceva la frustrazione nei confronti di Internet Explorer e Firefox che progressivamente guadagnava quote di mercato ai danni della soluzione di Microsoft.

Google ha utilizzato alcuni componenti dell’engine di rendering WebKit di Apple per il suo Chrome, rendendo aperto il codice sorgente attraverso il progetto Chromium. Rispetto a IE Google voleva utilizzare un approccio più conservativo, rivolto alla fedeltà agli standard rispettando le regole di HTML5. Come risultato, già al tempo del rilascio della versione originale il browser riusciva a superare i fatidici test Acid1 e Acid2. Allo stesso tempo Microsoft non riusciva a fare lo stesso con Internet Explorer, e faticava a far aderire agli standard il proprio software per la navigazione web.

Un’altra interessante idea di Chrome sin dagli albori è stata quella di racchiudere le singole tab all’interno delle cosiddette sandbox, in modo da utilizzare processi diversi sul sistema. In questo modo se una tab va in crash è l’unica che viene arrestata, con le altre che possono continuare a funzionare a tutto vantaggio della stabilità (nettamente superiore agli albori rispetto ad Internet Explorer) e della velocità di navigazione in generale. Sul fronte delle performance Chrome poteva affidarsi all’engine JavaScript V8 della stessa Google.

Dopo dieci anni il volto del web è cambiato drasticamente, tuttavia Google è riuscita a dominare il mercato in tempi relativamente brevi con Chrome che occupa oggi una stabile prima posizione nella categoria. Su desktop ha oltre il 60% del mercato, secondo i dati NetMarketShare, e i tecnici della compagnia continuano a lavorare sodo su novità per quanto riguarda feature e prestazioni. Definirlo un semplice browser è oggi un eufemismo, dal momento che può eseguire anche estensioni e intere applicazioni su qualsiasi sistema operativo, sia esso Windows, macOS o Linux. 

Chrome è disponibile anche sulle piattaforme mobile principali, Android e iOS, e rappresenta la base di Chrome OS, il leggero sistema operativo installato su alcuni computer portatili e tablet. Su ChromeOS è possibile installare le applicazioni per Android, con l’utente che può già utilizzare le Progressive Web App (PWA) e nel prossimo futuro potrà eseguire anche applicazioni previste per Linux. Il browser non si aggiorna da anni sul piano stilistico, tuttavia è in dirittura d’arrivo un nuovo pesante restyling grafico che porta il Material Design anche sul desktop.

Ci sono alcune paure fra gli addetti ai lavori sul fatto che Chrome possa divenire il nuovo Internet Explorer 6: vista la sua base d’utenza gli sviluppatori potrebbero utilizzare solo il browser di Google come riferimento per i propri progetti, e il programma “Works best with Chrome” potrebbe spingerli a continuare proprio su questo percorso. Per gli altri produttori di browser non è inoltre semplice restare al passo con gli ultimi standard con la stessa velocità del colosso di Mountain View, rendendo la competizione piuttosto ostica e improbabile a vantaggio della soluzione di Google.

Nato come un browser e divenuto una piattaforma alla base di un sistema operativo, il futuro di Chrome sembra particolarmente roseo. Immaginarlo però non è facile, e chissà dove arriverà il software di Big G nei prossimi dieci anni.