Google ha annunciato che chuiderà in via definitiva lo strumento di sicurezza “Dark Web Report”, la funzione che permetteva agli utenti di verificare se i propri dati personali, come indirizzi email o altre informazioni sensibili, fossero comparsi nel dark web. L’azienda motiva la decisione con la volontà di concentrare le proprie risorse su servizi considerati più utili e con indicazioni più concrete per la protezione dei dati.
Il Dark Web Report è stato lanciato a marzo 2023 come vantaggio per gli abbonati a Google One, e l’accesso è stato esteso a tutti nel 2024. I report sul dark web forniscono un elenco di dati utente parzialmente redatti, recuperati da forum e siti poco trasparenti in cui tali informazioni vengono acquistate e vendute.
Dal 15 gennaio 2026 il Dark Web Report smetterà di monitorare nuovi risultati, mentre i dati già raccolti non saranno più disponibili dal 16 febbraio 2026. Secondo Google i feedback ricevuti sul servizio hanno evidenziato che lo strumento non forniva indicazioni pratiche di protezione. La decisione di dismettere il servizio farebbe quindi parte della volontà di focalizzarsi su strumenti capaci di fornire passaggi pratici più chiari che consentano all’utente di meglio proteggere le proprie informazioni online.

La società continuerà a monitorare e contrastare le minacce provenienti dal web, compreso il dark web, rafforzando i sistemi e le funzioni dedicate alla salvaguardia della sicurezza personale.
Tra i servizi su cui Google continuerà a investire ci sono Google Password Manager, Password Checkup, e funzioni di sicurezza come il Controllo sicurezza e privacy, le Passkey e la verifica in due passaggi. Tutti strumenti e servizi che il colosso di Mountain View consiglia di utilizzare per rafforzare la sicurezza dei propri account. Gli utenti potranno inoltre continuare a rivolgersi al servizio “Results about you” che permette di individuare e richiedere la rimozione di informazioni personali dai risultati di ricerca di Google.
Nonostante quanto riferito da Google, sulla presunta scarsa utilità del servizio (probabilmente agli occhi degli utenti meno avvezzi al mezzo tecnologico), il Dark Web Report offriva un punto di raccolta unico per tutte le potenziali segnalazioni di dati esposti, consentendo di intervenire rapidamente in caso di violazione.