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Gli NFT non sono arte per Wikipedia, ma il dibattito sarà da riaprire

Un gruppo di curatori di Wikipedia ha votato contro la classificazione dei Non Fungible Token, o più comunemente NFT, come forma d’arte con inoltre la decisione di rivalutare comunque la faccenda in un secondo momento.

Alla fine di dicembre tra un gruppo sei curatori è nato un confronto incentrato sull’adeguatezza e opportunità di inserire gli NFT nella categoria delle vendite di opere d’arte di artisti viventi, e più nel dettaglio se possano essere considerate “vendite d’arte” o semplicemente “vendite di NFT”. In particolare il nodo da sciogliere è stato rappresentato dal dilemma se un NFT rappresenti effettivamente arte o se sia da considerare un token separato dall’arte.


Everydays: The First 5000 Days

Il 12 gennaio è stato raggiunto un consenso per eliminare dalla categoria delle vendite d’arte elementi come le collezioni NFT degli artisti Pak e Beeple (che rispettivamente hanno raccolto 91 e 69 milioni di dollari), e riaprire il dibattito in un secondo momento.  Se però si presta attenzione, in particolare, alla collezione “Everydays: The First 5000 Days” di Beeple, che è costituita da un collage di opere d’arte originali di un famoso artista digitale, la decisione pare abbastanza paradossale. La collezione è stata venduta dalla casa d’aste Christie’s quasi un anno fa, e il New York Times indicò allora Beeple come il terzo artista vivente in termini di vendite.

I curatori hanno avuto qualche difficoltà nel trovare una linea comune, con alcune divergenze d’opinione sulle definizioni e riscontrando inoltre la mancanza di elementi essenziali dai quali riuscire a trarre una conclusione condivisa. Si è resa necessaria una votazione, dalla quale sono emersi cinque curatori contrari all’inclusione degli NFT tra le vendite d’arte e solo uno a favore. Le linee guida di Wikipedia non prevedono che la formazione di un consenso debba essere soggetta a voto o ad unanimità. Perché si possa prendere una decisione è sufficiente che si giunga ad una conclusione che tenga conto delle preoccupazioni legittime espresse da tutti i curatori che hanno partecipato al confronto.

La posizione raggiunta in questa vicenda non è però stata favorevolmente accolta da “Pmmccurdy” l’unico curatore ad aver votato a favore della classificazione degli NFT tra le vendite d’arte. Egli, alla fine del dibattito, ha affermato: “Come si può avere un consenso quando, fin dall’inizio, ho sostenuto l’inclusione degli NFT in questo elenco? Le prove tratte da fonti secondarie collocano gli NFT come arte e quindi degna di essere inclusa in questo elenco. Se siamo concordi che Beeple e Pak sono artisti, perché le vendite dei loro NFT non dovrebbero apparire in questo elenco? Non capisco che logica vi sia”.

A Pmmccurdy ha risposto il curatore SiliconRed: “Gli NFT dovrebbero essere rimossi da questo elenco per ora con l’intenzione di riaprire la discussione in un secondo momento. Per quanto mi risulta, questo comprende tutte le proeccupazioni, anche la tua”.