Gli assemblatori di workstation infuriati con AMD per lo shortage di Ryzen Threadripper

Negli ultimi giorni si sono sollevate le critiche da numerosi assemblatori minori di workstation contro AMD per l’esigua disponibilità delle CPU Ryzen Threadripper. Le lamentele riguardano la carenza dei chip ma anche la gestione degli stessi da parte dell’azienda statunitense che sembrerebbe penalizzare gli assemblatori di workstation minori.

La carenza di chip è ormai cosa nota e le conseguenze sono evidenti in tutti i settori, incluso quello delle workstation naturalmente. Negli ultimi mesi, a partire dal quarto trimestre, il problema si è fatto ancora più grave con una disponibilità dei Ryzen Threadripper 3000 e PRO 3000 ai minimi storici e l’impossibilità per tutti, eccetto Lenovo, di mettere le mani sui nuovi Threadripper PRO 5000.

“Mi è stato assicurato che la fornitura di CPU non è un problema per quanto riguarda i sistemi ThinkStation“, ha dichiarato un portavoce di Lenovo a The Register. Lo stesso non possono dire realtà come Maingear, Velocity Micro e Puget Systems preoccupate che questa carenza e la fornitura esclusiva dei nuovi modelli a Lenovo possa favorire l’azienda cinese.

“Penso di poter parlare a nomi di tutti quando dico che siamo stanchi dei lanci di nuovi prodotti a cui non tutti possono accedere” ha dichiarato Jon Bach, presidente di Puget Systems. Una situazione che ha messo in seria difficoltà queste aziende, costrette a rivedere i loro piani.

“Abbiamo investito così tanto impegno di marketing nella promozione di Threadripper negli ultimi tre anni, ed ora è andato tutto sprecato”, ha dichiarato Randy Copeland, CEO di Velocity Micro. L’azienda raccoglie circa la metà delle sue entrate annuali dalle workstation, ma la carenza di Ryzen Threadripper ha causato un appiattimento delle vendite dei sistemi basati su CPU AMD dopo che negli ultimi due anni erano cresciute di mese in mese.

Purtroppo la situazione non sembra destinata a cambiare nel breve periodo. La carenza di CPU AMD ha spinto alcune realtà a rifugiarsi nelle soluzioni Xeon W di Intel in assenza di alternative. Molte altre, invece, hanno semplicemente rivisto la propria offerta in modo sostanziale, come nel caso di Maingear.

Wallace Santos, CEO della società, ha spiegato che la carenza di Threadripper è così forte che i quattro modelli di workstation di fascia alta offerti, con prezzi dai 9.599 dollari ai 49.999 dollari, sono stati etichettati sul sito come esauriti da novembre dello scorso anno.

Queste workstation di fascia alta di solito garantiscono margini elevati e vengono acquistate in lotti di grande numero, ne consegue che questa carenza sta creando problemi economici a Maingear. “Se vendo 10 sistemi da 15 mila dollari l’uno a un solo cliente, per me rappresenta un grande ordine d’acquisto. Non è un piccolo ordine per la nostra azienda” ha commentato. “Immagina di dover rifiutare un ordine da 30 o 40 sistemi. Si tratta di tanti soldi, ed è semplicemente un peccato che sia andata a finire così”.

Le difficoltà più grandi che stanno affrontando queste aziende è la programmazione, poiché l’incertezza della fornitura impedisce un’efficiente gestione degli affari, con conseguenze inevitabili sui profitti. In particolare, in mancanza di disponibilità, molti clienti si rivolgono a nuovi fornitori per ottenere nel più breve tempo possibile le macchine di cui hanno bisogno. In questo caso, però, le difficoltà coinvolgono tutti i fornitori a eccezione di Lenovo che quindi sta acquisendo una fetta di mercato sempre maggiore.

Il conto più salato, però, sembra sia proprio a carico di AMD e della sua credibilità. Un dirigente di una società che fornisce sistemi ad alte prestazioni ad agenzie governative, che non ha voluto essere identificato, ha ammesso che l’azienda ha riprogettato i suoi sistemi per gli Xeon di Intel. “Abbiamo preso la decisione strategica di non contare più di tanto sulle soluzioni di AMD“.

AMD ha fatto sapere che i nuovi Threadripper PRO della serie 5000 saranno disponibili a tutti a partire dalla seconda metà dell’anno, dal terzo trimestre, mentre non ha voluto commentare circa lo stato della produzione. Evidentemente AMD si è trovata in questi mesi a fare delle scelte e ha deciso di produrre più processori EPYC per il comparto server e soluzioni consumer per i notebook, lasciando alla realizzazione dei Ryzen Threadripper una fetta minoritaria della sua allocazione verso il partner TSMC. Un rischio calcolato? Ai posteri l’ardua sentenza.