Ginga porta il monitoraggio delle performance calcistiche sotto i 100 euro

Un sensore da 16 grammi, 36 metriche raccolte durante allenamenti e partite e un’app per analizzare i dati senza dover ricorrere alle infrastrutture utilizzate dai club professionistici. È questa l’idea alla base di Ginga, dispositivo sviluppato dall’omonima startup italiana per portare il monitoraggio delle performance anche nel calcio giovanile, dilettantistico e amatoriale.

Il dispositivo si aggancia ai pantaloncini e utilizza un sensore di movimento a sei assi con frequenza di acquisizione di 100 Hz. Durante l’attività registra una serie di parametri legati al movimento dell’atleta e li trasferisce successivamente all’applicazione dedicata, dove possono essere consultati e confrontati nel tempo.

Tra le metriche rilevate ci sono velocità, distanza percorsa, accelerazioni e decelerazioni, cambi di direzione, salti, tempo di volo e colpi di testa. Il sistema calcola inoltre una stima della percentuale di possesso palla, distinguendo tra possesso corto e lungo. Complessivamente Ginga elabora 36 metriche. Il sensore pesa 16 grammi, considerando anche il supporto di aggancio, mentre l’autonomia dichiarata arriva fino a 15 giorni. Il prezzo previsto è inferiore ai 100 euro.

I dati partono dal giocatore, non dallo staff tecnico

Una delle differenze rispetto ai sistemi di performance tracking utilizzati normalmente in ambito professionistico riguarda soprattutto il modello di gestione dei dati.

Ginga calcio startup

Ginga adotta un approccio che la società definisce bottom up: il primo destinatario delle informazioni è il giocatore, che può consultare le proprie prestazioni, mantenere uno storico delle sessioni e decidere successivamente di condividere i risultati con allenatori e staff tecnici.

L’obiettivo è abbassare la soglia d’ingresso dell’analisi delle performance, evitando la necessità di acquistare piattaforme complete destinate alla gestione di un’intera squadra. Una scelta che rende il prodotto indirizzabile anche a singoli atleti, settori giovanili e società con budget limitati.

Il valore del sistema dipenderà naturalmente anche dalla precisione delle misurazioni e dalla capacità degli algoritmi di trasformare i dati provenienti dal sensore in indicatori attendibili. Alcune metriche, come velocità e accelerazioni, derivano direttamente dal movimento. Altre, come la stima del possesso palla, richiedono invece un’elaborazione software più articolata.

Ginga è stato calibrato inizialmente sul calcio, ma la startup prevede di poter adattare la piattaforma anche ad altre discipline caratterizzate da movimenti rapidi e cambi frequenti di direzione, come basket, volley e Hyrox.

Dal prototipo alla produzione

Ginga_Marco

Il progetto si trova ora nella fase che precede la produzione commerciale. Secondo quanto comunicato dalla società, il dispositivo è già stato progettato e testato, mentre restano da completare la versione definitiva, l’industrializzazione e l’organizzazione della distribuzione.

Per finanziare questa fase Ginga ha avviato una campagna di crowdfunding su Kickstarter. Le risorse raccolte saranno utilizzate per completare il prodotto, sviluppare ulteriormente la tecnologia, avviare la produzione e preparare l’ingresso sui mercati internazionali. La sfida sarà trasformare un dispositivo dal costo relativamente contenuto in uno strumento sufficientemente accurato da risultare utile non solo per raccogliere statistiche, ma anche per seguire l’evoluzione dell’atleta nel corso della stagione.

“Ginga nasce con l’idea di rendere i dati più vicini a chi scende in campo“, dichiara Marco Signorelli, founder e CEO di Ginga. “Per un giovane calciatore, per una squadra dilettantistica o per chi vuole seguire in modo più puntuale il proprio percorso sportivo, poter accedere con semplicità alle informazioni sulla prestazione significa aggiungere uno strumento concreto di consapevolezza e lavoro. L’obiettivo è rendere questa possibilità più accessibile, sia dal punto di vista economico sia da quello dell’utilizzo“.