
Google ha rilasciato un aggiornamento che cambia il modo di lavorare con i file dentro Gemini. Fino a ieri, chi generava un documento nella chat doveva scaricarlo e aprirlo altrove per correggerlo. Da oggi quel passaggio salta: l’editing avviene direttamente nell’interfaccia, con un pannello che si espande a schermo intero per intervenire sul testo.
La funzione copre un ventaglio ampio di formati: Google Docs, Google Sheets, presentazioni, PDF, Markdown, TXT e persino codice. Non tutti i formati, però, godono dello stesso trattamento su ogni piattaforma. Il PDF è l’unico a funzionare sia su web che su mobile, mentre tutto il resto, documenti, fogli di calcolo, slide, Markdown e codice, resta per ora riservato alla versione desktop.
Il meccanismo di modifica ricalca quello già visto in altri assistenti AI integrati nella produttività: si seleziona una porzione di testo o di dati e si chiede a Gemini di intervenire, oppure si digita direttamente nel documento aperto a schermo intero. Google cita come esempio l’evidenziare una tabella e chiedere al modello di trasformarla in un grafico, un’operazione che prima richiedeva di esportare il file e aprirlo in un altro strumento.
Dove finiscono i file una volta modificati
Una volta completate le correzioni, Gemini offre percorsi di esportazione diversi a seconda del formato. Le presentazioni possono essere scaricate come PPTX o PDF, oppure aperte direttamente in Google Slides. I fogli di calcolo si aprono invece in Google Sheets, mentre documenti e PDF possono essere caricati su Google Drive con un solo passaggio.
La funzione arriva per tutti gli utenti Workspace, per gli abbonati a Workspace Individual e per chi utilizza un account Google personale, in tutte le lingue in cui Gemini è attivo, sia sui domini a Rapid Release che su quelli a Scheduled Release.
Google aveva già introdotto la generazione e il download di file in Gemini nei mesi precedenti, ma la modifica diretta era rimasta un passaggio mancante rispetto a strumenti concorrenti. L’azienda ricorda inoltre che l’integrazione con le app Workspace, come la barra Gemini dentro Google Docs, resta un canale separato e già esistente.
Il confronto più immediato è con Claude di Anthropic, che nei mesi scorsi ha introdotto una funzione simile per generare e modificare documenti e presentazioni direttamente in chat. È chiaro che, allo stato attuale, la corsa tra i grandi assistenti AI si sta spostando sempre più dalla sola generazione di contenuti alla gestione dell’intero ciclo di produzione del documento, dalla bozza alla versione finale pronta per essere condivisa.