Geekbench si aggiorna: tutti i test con Intel BOT attivo saranno contrassegnati come ‘non validi’

Primate Labs ha aggiornato il proprio strumento di benchmark, Geekbench, alla versione 6.7 che introduce un meccanismo pensato per gestire una delle novità più discusse delle recenti CPU Intel. Ci riferiamo, chiaramente, al Binary Optimization Tool (BOT), tecnologia supportata dai processori Core Ultra 200 Plus (Arrow Lake refresh) e Core Ultra 300 (Panther Lake), che consente di ottenere incrementi prestazionali in determinati scenari applicativi.

Secondo le analisi effettuate da Primate Labs, BOT è in grado di influenzare i risultati dei benchmark in modo non uniforme. I primi test avevano evidenziato incrementi fino al 40% in specifici carichi, mentre verifiche successive hanno ridimensionato il dato a circa 5,5% sia in single-core che in multi-core. Alcune prove, come l’elaborazione HDR, mostrano comunque miglioramenti che arrivano al 30%, segno di un comportamento fortemente dipendente dal tipo di carico di lavoro.

Il nodo centrale riguarda la rappresentatività dei risultati. Geekbench nasce con l’obiettivo di simulare un’ampia varietà di carichi di lavoro reali, ma BOT interviene sostituendo il codice eseguito con binari ottimizzati in modo mirato. Questo approccio favorisce solo alcune CPU desktop compatibili in contesti specifici e non riflette l’esperienza quotidiana su un’ampia gamma di applicazioni.

Dal punto di vista tecnico, BOT utilizza un sistema basato su checksum degli eseguibili. In sostanza, analizza l’eseguibile e compila un codice ottimizzato per migliorare le prestazioni con quella specifica applicazione. Questo comportamento ha spinto Primate Labs a considerare i risultati alterati, poiché scenari estremamente specifici andavano a condizionare il risultato complessivo che non era più rappresentativo dell’esperienza quotidiana nella sua interezza.

Con Geekbench 6.7 arriva quindi una risposta chiara: tutti i test eseguiti con BOT attivo vengono contrassegnati come non validi. Al momento, BOT non dispone di binari ottimizzati per Geekbench, quindi le differenze sarebbe marginali. Tuttavia, con la funzione attiva, tutti i test saranno contrassegnati come non validi, anche quando sarà ottimizzata per Geekbench in modo da non far emergere risultati alterati.

Al di là della questione Intel, Geekbench 6.7 migliora il riconoscimento dei SoC Android dei quali adesso vengono indicati modello preciso e architettura, introduce la visualizzazione del nome per i processori RISC-V e aumenta la stabilità dei carichi multi-thread su sistemi Linux basati su architettura Arm.

Nel complesso, la nuova versione del benchmark punta a garantire maggiore coerenza e affidabilità nei confronti tra piattaforme diverse, in un contesto in cui le ottimizzazioni software sempre più spinte rischiano di compromettere la lettura delle prestazioni in un contesto reale.