Framework ha confermato che ritoccherà i prezzi della propria RAM, pur mantenendo livelli ben lontani dagli extra richiesti dai marchi più noti. In risposta a un recente post di Dell, poi cancellato, in cui veniva annunciato il nuovo listino per la memoria, l’azienda ha fatto notare che l’upgrade da 16GB a 32GB di LPDDR5X su un Dell XPS 13 sarebbe costato 550 dollari, mentre Framework propone un incremento di soli 80 dollari. Anche rispetto ai 400 dollari dell’upgrade a 32GB sul MacBook Air M4, la proposta dell’azienda risulta più contenuta.
“Abbiamo la necessità di aumentare a breve i nostri prezzi per la memoria RAM, ma non utilizzeremo questa scusa per spennare i nostri clienti come apparentemente ha intenzione di fare Dell o come di norma fa Apple” si legge nel post condiviso su X.
We are going to need to increase our memory pricing soon, but we won’t use this as an excuse to gouge customers like @Dell apparently has and that @Apple does as their norm.
— Framework (@FrameworkPuter) December 9, 2025
Framework chiarisce però che la situazione potrebbe non durare. Se le scorte inizieranno a ridursi, anche il brand dei laptop modulari potrebbe essere costretto ad aumentare ulteriormente i prezzi o limitare la disponibilità.
L’inasprimento del mercato DRAM sembra quindi destinato a influire su tutto l’ecosistema hardware: dalle workstation ai notebook consumer, fino ai sistemi embedded. Per ora, Framework resta una delle poche realtà a proporre upgrade di memoria a costi ancora accessibili, ma la pressione sulle forniture lascia presagire mesi complessi per tutta la filiera tecnologica.

La domanda dei data center dedicati all’AI e la riallocazione delle linee produttive verso moduli ad alta banda hanno ridotto la disponibilità di memorie tradizionali come DDR4, DDR5 e LPDDR. Le analisi di settore indicano che questa fase non si risolverà prima della fine del 2026, con effetti a catena su tutto il comparto PC.
Dell e Lenovo hanno già annunciato aumenti tra il 15% e il 20% nei prossimi mesi, riflesso di nuovi contratti con i fornitori di DRAM che hanno alzato il tiro. Anche realtà più piccole come Raspberry hanno annunciato ritocchi temporanei ai listini, anche se non è chiaro quanto effettivamente risulterà “temporaneo” e per quanto verranno mantenuti i nuovi prezzi.