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Fotografia istantanea, due filosofie a confronto: Polaroid Now e Fuijifilm Instax Mini LiPlay

La storia della fotografia è fatta di piccole rivoluzioni. Le più importanti sono certamente quelle che ne hanno ‘democratizzato’ l’uso e portato più persone ad avvicinarsi alla fotografia. L’invenzione della fotocamera portatile, da parte di Oskar Barnack, è certamente una di queste (a proposito, sapete perché il classico rullino 35mm ha 36 pose? Trovate la risposta in questo articolo su Barnack e Leica). Poche invenzioni hanno avuto sulla cultura di massa però l’influenza dell’invenzione della fotografia istantanea, quella che permette di vedere la foto scattata pochi minuti dopo la ripresa, senza dover attendere le complesse operazioni dello sviluppo in camera oscura. Una cosa che alle nuove generazioni appare scontata, abituate alla fotografia digitale e alla possibiltà di vedere subito il risultato sullo schermo dello smartphone o della fotocamera digitale.

Bombardati da file digitali e immateriali, i giovani e i bambini di oggi sono molto attirati dalle fotografie che si possono anche toccare. Provate a regalare a un bambino un fotolibro con le foto dei viaggi e dei momenti in famiglia e lo vedrete scorrere le pagine ogni volta con meraviglia. Provate poi a scattare una foto con una fotocamera istantanea, con la stampa che viene ‘sputata’ fuori dalla macchina appena dopo il click: l’effetto ‘Wow‘ è sempre assicurato. Molte tecnologie si sono rincorse negli ultimi anni nel settore della fotografia istantanea, da un lato per correre ai ripari per la scomparsa di alcuni dei vecchi supporti a sviluppo istantaneo (per le limitazioni di carattere ambientale ad alcuni reagenti) sia per cercare di intersecare fotografia digitale e sviluppo istantaneo.

La storica Polaroid è arrivata con il fiato corto alla rinascita della fotografia istantanea, anzi ci era arrivata del tutto senza fiato, gettando la spugna prima che i tempi fossero nuovamente maturi. Fujifilm, che aveva le spalle ben più grosse, è invece a farne un segmento di successo, in grado in alcuni momenti di venire in aiuto al budget di altre divisioni in difficoltà.

Dal lato suo Polaroid è rinata per la testardaggine di alcuni dei suoi ultimi lavoratori, dapprima nella forma di Impossible Project, che è poi cresciuto a tal punto da riprendere il controllo del marchio Polaroid. Polaroid Originals, con Polaroid Now sono il frutto di questo ricongiungimento e marchio e primo prodotto del nuovo corso.

Polaroid e Fujifilm oggi portano avanti una strategia duale, fatta da un lato di prodotti tradizionali a pellicola a sviluppo istantaneo e dall’altro da prodotti di stampa istantenea che permettono di materializzare in pochi secondi gli scatti digitali. Due filosofie che intercettano esigenze diverse e in questo articolo cercheremo di vedere quali.

Polaroid Now – La Polaroid di una volta

Polaroid Now lascia apparentemente poco spazio alla modernità. Figlia del DNA Polaroid è una fotocamera analogica a sviluppo istantaneo. Rilegge però la tradizione in chiave moderna, cercando di introdurre alcune delle innovazioni a cui tutti ormai siamo abituati, in primis autofocus ed esposizione automatica, oltre a una comoda porta USB per la ricarica (la batteria non è più nelle pellicole come una volta), che permette di scattare 15 pellicole con una singola carica, accessibile dal caricatore dello smartphone. Riporta in vita la tradizionale esperienza di scatto Polaroid. si punta, si scatta, si attende con una certa emozione il lento svelarsi della foto sulla pellicola, con la soddisfazione (o delusione) finale che si dipana assieme allo sviluppo della foto.

Fujifilm Instax Mini LiPlay – Istantanea digitale con audio

Fujifilm Instax Mini LiPlay è al contrario il massimo dell’ibridazione. Nasce dall’unione tra una fotocamera digitale con sensore CMOS da 1/5″ e risoluzione di 2560 x 1920 pixel e una stampante a pellicole istantanee. Aggiunge però anche un microfono per ‘stampare’ l’audio nelle fotografie (sotto forma di QR code che rimanda a un link sul web dove l’audio è memorizzato) e uno slot MicroSD. Permette di scattare anche a distanza di tempo dallo scatto e di selezionare gli scatti non buoni e da buttare per evitare di sprecare pellicola inutile. Inoltre può connettersi allo smartphone e fungere da stampante per le foto scattate con il telefonino.

Fotografia istantanea, ma diverse filosofie

Siamo quindi di fronte a due filosofie diametralmente opposte, la prima che affonda le radici nella tradizione e lì si ferma, la seconda che invece cerca di declinare la fotografia istantanea in chiave più moderna.

Da utente ormai abituato a scattare in digitale da molti anni, devo ammettere che il primo approccio è quello che inizialmente mi ha più intrigato, ma che si è rivelato poi meno adatto alla vita di tutti i giorni. Visto anche il costo delle pellicole (16 euro per 8 fogli per la Polaroid e poco più di 10 euro per 10 fogli per Instax Mini), ogni scatto sbagliato si fa sentire sul portafoglio ed è una cosa a cui bisogna riabituarsi. Inoltre serve un po’ di esperienza per familiarizzare con la sensibilità della pellicola (unita all’apertura non elevata dell’ottica): laddove in digitale è oggi facile portare a casa uno scatto, il risultato a pellicola non è sempre garantito. Può venire in aiuto il flash integrato di Polaroid Now, ma non ha una grande gittata e il sistema di esposizione automatica non sempre lo gestisce al meglio.

Molto più facile, anche se meno romantico, l’utilizzo della Instax, che scatta in digitale e permette di valutare la resa dello scatto prima di mandarlo in stampa. Inoltre la fotocamera mette a disposizione il classico strumento di compensazione dell’esposizione automatica, per compensare eventuali errori di lettura e un piccolo LED viene in aiuto nelle situazioni in cui la luce è scarsa. In perfetto stile post-Instagram, la fotocamera Fujifilm mette a disposizione una serie di filtri per modificare le immagini, oltre a diverse cornici.

Instax Mini LiPlay, come dice anche il nome, gioca molto sulla compattezza, risultando tra le più ‘tascabili’ nel novero delle fotocamere istantanee, mentre Polaroid Now ha le dimensioni delle sorelle maggiori degli anni che furono. Per restare piccola e compatta la proposta Fujifilm utilizza le pellicole Instax Mini, che, come di nuovo dice il nome, hanno un formato particolarmente ridotto, con un fotogramma in dimensioni di 46×62 millimetri, mentre l’area dell’immagine delle Polaroid è decisamente più ampia: 79×79 millimetri. In casa Fujifilm ci sono anche formati più ampi, con le pellicole Square da 62x62mm e Wide da 99x62mm, che richiedono l’utilizzo di altri corpi macchina. Sia per Polaroid sia per Instax sono disponibili diversi tipi di cornice, dalle più classiche a quelle colorate o ornate di vari motivi grafici.

Instant Camera, quale scegliere?

Molti si potrebbero fare la domanda ‘Instant Camera, perché sceglierla‘ con tono un po’ sarcastico, ma in realtà oggigiorno, sebbene l’istante sia più spesso catturato e condiviso tramite gli smartphone, le macchine fotografiche con pellicole a sviluppo istantaneo possono avere ancora senso. Hanno senso perché stimolano più sensi. Perdonerete il gioco di parole, ma una fotografia osservata sullo schermo di un cellulare non ha la stessa esperienza sensoriale di una stampata e maneggiata, magari di cui si è anche osservato con trepidazione il processo di sviluppo. In questo senso Polaroid Now è molto più tradizionalista ed emozionale e regala ancora quella trepidazione al chiedersi ‘Chissà com’è venuta la foto‘ tipica dello scatto a pellicola in generale. Il fatto di avere degli scatti “costosi” può anche portare ad un approccio più ponderato contro la bulimia da click propria del mondo digitale e risultare, anche per fotografi ‘navigati’ propedeutico a scatti più ragionati, e quindi a risultati migliori in generale.

Fujifilm Instax Mini LiPlay è invece un ponte verso una modernità più ibrida, dove lo scatto è digitale, può essere rivisto, scelto, modificato e poi stampato. In questo senso è molto simile all’accoppiata tra uno smartphone e una stampante istantanea, prodotto che entrambi i marchi mettono a disposizione. In realtà la fotocamera ujifilm Instax Mini LiPlay può essere utilizzata in modo duale in quanto una volta connessa allo smartphone è in grado di stampare le fotografie riprese con il telefonino. Viste le prestazioni degli attuali smartphone, con moduli molto più evoluti di quelli della piccola Fuji e in grado di accedere alla ‘fotografia computazionale’ con risultati notturni strabilianti, è una caratteristica da non sottovalutare.

In chiusura un consiglio: che sia istantanea, uscita da una stampante o mandata a stampare presso un laboratorio, stampate le vostre foto. Non c’è nulla di più bello di trovare una vecchia foto in fondo a un cassetto e lasciarsi trasportare dai ricordi. Tra 15/20 anni potreste anche ritrovare un vecchio smartphone in fondo a un cassetto, con migliaia di foto e ricordi, ma accenderlo potrebbe essere un’impresa.