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Fortnite: una bambina di 9 anni in terapia per dipendenza dal videogioco

Fortnite è senza dubbio il fenomeno del momento. Per chi non lo conoscesse altro non è che un gioco basato sul concetto della Battle Royale. Un idea piuttosto semplice ma capace di rendere avvincenti le partite visto che prevede lo sbarco di 100 giocatori su un’isola che per vincere devono sopravvivere raccogliendo armi e risorse sparse in giro. E’ il classico uno contro tutti che permetterà però solo all’ultimo di sopravvivere e dunque vincere.

Un gioco, Fortnite, che sembra aver catturato negli ultimi tempi l’attenzione di una moltitudine di giocatori più o meno esperti che ha consacrato il titolo della Epic Games come uno dei più grandi fenomeni del momento e del settore. In questo caso però in molti si sono fatti prendere un pò troppo la mano finendo in una vera e propria dipendenza da videogioco come la bambina di 9 anni finita in terapia per la sua troppa ossessione proprio da Fortnite.

La notizia giunta agli onori della cronaca racconta di una giovanissima giocatrice di Fortnite la quale, secondo i racconti dei genitori, addirittura si alzava durante la notte e giocava per oltre 10 ore di fila senza staccarsi dalla televisione alla quale aveva attaccato la propria Xbox One. Addirittura il padre aveva tentato di togliere tutto alla giovane giocatrice ma quest’ultima aveva colpito il padre con violenza. Non solo perché a tutto questo ne conseguiva anche un rendimento scolastico praticamente fallimentare con la bambina che durante le lezioni tendeva ad addormentarsi a causa delle ore di sonno perse per giocare.

Di nascosto oltretutto la bambina acquistava elementi a pagamento di Fortnite con le carte di credito dei genitori. Acquisti che potevano anche superare i 60€ al mese tra elementi estetici e pass per proseguire al meglio nel gioco. Da qui la volontà da parte dei genitori di inizializzarla in un percorso di psicoterapia per riuscire a bloccare la propria dipendenza da Fortnite. Va bene giocare ma di certo non bisogna mai oltrepassare il limite.