Ford: l’elettrico genera una perdita di oltre 8 miliardi di dollari, ma la società è fiduciosa per il futuro

Il 2025 si chiude con numeri complessi per Ford. A fronte di un fatturato record di 187,3 miliardi di dollari (+1% rispetto ai 185 miliardi del 2024), la casa americana registra una perdita netta di 8,2 miliardi di dollari, la più grande dalla crisi finanziaria del 2008.

Il solo quarto trimestre evidenzia una perdita di 11,1 miliardi di dollari, pari a 2,77 dollari per azione, contro un utile di 1,8 miliardi e 0,45 dollari per azione nello stesso periodo del 2024. Al netto delle componenti straordinarie, l’utile si attesta a 13 centesimi per azione.

Sotto i riflettori c’è Model e, ovvero la divisione che abbraccia esclusivamente vetture passeggeri 100% elettriche come Mustang Mach-E, F-150 Lightning (produzione interrotta nella seconda metà del 2025), Capri ed Explorer, queste ultime introdotte in Europa nel 2024 e prodotte a Colonia. Restano esclusi i veicoli commerciali elettrici come E-Transit ed E-Transit Custom, che fanno capo a Ford Pro.

Nel 2025 Model e ha registrato una perdita operativa (EBIT) di 4,8 miliardi di dollari. Il dato migliora del 9,4% rispetto al 2024, mentre i ricavi crescono del 73% fino a 6,7 miliardi di dollari. Il problema resta la scala industriale: Model e rappresenta appena il 3,6% del giro d’affari complessivo del Gruppo. I costi fissi elevati incidono in modo rilevante e richiedono volumi di vendita superiori per raggiungere un equilibrio economico.

Nel quarto trimestre, inoltre, Ford ha contabilizzato 10,7 miliardi di dollari di svalutazioni legate ad asset e alla cancellazione di programmi elettrici. Il totale delle rettifiche annunciate a dicembre raggiunge 19,5 miliardi di dollari. Tra le decisioni più rilevanti figura l’abbandono definitivo del progetto T3, pickup elettrico di nuova generazione che non arriverà sul mercato. Confermata anche l’interruzione permanente della produzione dell’F-150 Lightning.

Per il 2026 la società prevede una riduzione delle perdite di Model e in un intervallo compreso tra 4,0 e 4,5 miliardi di dollari, ma ulteriori 7 miliardi di dollari di svalutazioni sull’elettrico verranno contabilizzati tra il 2026 e il 2027.

Oltre alla revisione dell’elettrificazione, sui conti pesa anche l’interruzione produttiva di un fornitore statunitense di alluminio, colpito da un incendio che ha distrutto l’impianto principale. Il ricorso a forniture alternative, in un contesto segnato dai dazi sulle importazioni, ha inevitabilmente inciso sui margini. L’impatto netto dei dazi nel 2025 ammonta a 900 milioni di dollari, con una stima di aggravio per il 2026 pari a 2 miliardi di dollari. Nel quarto trimestre l’utile ante interessi e imposte era stato inizialmente indicato in 7,7 miliardi di dollari, poi ridotto a 6,8 miliardi a causa dei costi aggiuntivi.

Nonostante un 2025 estremamente complesso, Ford rimane ottimista. Le divisioni tradizionali restano redditizie e sostengono l’impatto delle perdite legate all’elettrico. La sfida principale resta l’aumento dei volumi nella gamma a batteria e la gestione dei costi fissi, in uno scenario in cui le politiche restrittive dell’amministrazione statunitense si sono rivelate chiaramente un’arma a doppio taglio.