NewsTecnologia

Flessibili e ripiegabili: in futuro potrebbero esserlo anche i (veri) QLED

QLED è un acronimo di cui si è indebitamente appropriato il mondo dei TV: quelli che chiamiamo QLED sono in realtà dei televisori LCD, con sorgente di retroilluminazione LED filtrata da cristalli liquidi, con uno strato di nanomateriali Quantum Dot per spostare o stringere lo spettro di emissione dei subpixel.

L’acronimo apparterrebbe in modo più appropriato invece ai dispositivi Quantum dot light-emitting diode (QLED appunto), in cui ogni pixel emette radiazione luminosa, sfruttando le proprietà dei punti quantistici. Proprio questo tipo di schermi è al centro delle ricerche del gruppo di ricercatori guidato dai professori KIM Dae-Hyeong e HYEON Taeghwan della Seoul National University, in collaborazione il Center for Nanoparticle Research dell’IBS (Institute for Basic Science), sin dal 2015.

Ora i ricercatori sono riusciti a produrre un display flessibile di soli 3 micrometri di spessore, ripiegabile come se fosse un origami in diverse forme. I ricercatori, per ottenere la flessibilità, sono partiti da uno schermo QLED planare e utilizzando un fascio laser hanno rimosso selettivamente materiale dalle zono attorno ai diodi, creando così una struttura che risulta flessibile e ripiegabile. La struttura finale a matrice passiva vede una griglia flessibile composta da blocchi di 64 pixel l’uno. I ricercatori hanno creato cubi, piramidi, ma anche aeroplanini e farfalle con la nuova tecnica.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Il sistema ha dimostrato un’emissione luminosa stabile anche dopo essere stato ripetutamente piegato per 500 volte. Si tratta al momento solo di prototipi, ma potrebbero aprire la strada a una nuova tecnologia per i foldable del futuro.