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FIFA 21, spende una fortuna per FUT: colpa dei genitori o di EA?

Abbiamo recentemente visto come Electronic Arts stia spingendo al massimo la campagna promozionale di FIFA Ultimate Team, almeno secondo le ultime indiscrezioni. Il publisher ha smentito le accuse provenienti dalla stampa specializzata, ma è innegabile che FUT rappresenti un “pericolo” per alcune persone, soprattutto per quei genitori ignari del funzionamento delle loot box e degl altri meccanismi che spingono i più giovani a spendere denaro reale.

L’ultimo caso vede protagonisti una madre disperata e il figlio, il quale ha speso più di 6000 sterline in pacchetti di FUT durante un periodo piuttosto difficile.

FUT e ludopatia: il racconto di una madre disperata

La storia in questione è stata riportata da Windows Central in un approfondimento che analizza i rischi associati alle “pratiche predatorie” di game design, con riferimento specifici al sistema concepito da Electronic Arts per il suo popolare FIFA Ultimate Team.

Il giornalista Jez Corden aveva avvistato una lettera su Mumsnet, network in cui i genitori condividono le proprie esperienze e aneddoti sulla vita familiare. L’autore anonimo del post – presumibilmente una madre – racconta del figlio adolescente, sorpreso a spendere i risparmi dei genitori acquistando contenuti per FIFA su Xbox. Il ragazzo, si legge, è stato fortemente colpito dal lungo periodo di lockdown che ha interessato il Regno Unito durante la pandemia: questo ha spinto il teenager a cercare rifugio nei videogiochi e, più precisamente, nel titolo sportivo di EA.

fifa ultimate team 2021

I genitori del ragazzino non si erano preoccupati della cosa, lasciando al figlio la libertà di dedicarsi al suo passatempo preferito. Quando la famiglia ha ricevuto una notifica di pagamento respinto, si è scoperto che il giovane fan di FIFA aveva già speso oltre 6000 sterline (quasi 7000 euro) nell’arco di tre mesi. Il ragazzo aveva inizialmente negato la faccenda, salvo poi vuotare il sacco ammettendo di essere stato risucchiato dal gioco: “non sapeva come fermarsi”, racconta la madre.

Non si tratta del primo caso di ludopatia legato a FIFA Ultimate Team, ma Jez Corden ha colto l’occasione per esprimere la sua giusta riflessione. Qualcuno punterebbe il dito verso i genitori, che sarebbero dovuti essere più responsabili, ma Corden fa notare che “FIFA ha una classificazione ESRB ‘E for Everyone'”, che da noi europei equivale alla classificazione PEGI 3.

“Si può sostenere che il genitore avrebbe dovuto impostare le funzionalità di parental control sulla Xbox […]. Tuttavia, questo giustificherebbe EA e altri per aver intenzionalmente progettato un sistema di gioco basato sullo sfruttamento”. Corden spiega che molti genitori non conoscono neanche l’utilità dei controlli parentali, né sono consapevoli dei meccanismi inerenti le loot box e le microtransazioni, le quali possono facilmente attirare l’attenzione degli utenti più giovani, soprattutto nel caso di un ragazzino in una situazione psicologica delicata.

Se da un lato i genitori dovranno assumersi l’incarico di seguire con più attenzione le azioni dei propri figli, dall’altro i gruppi di rating – come i già menzionati ESRB e PEGI – dovrebbero rivalutare quei giochi che integrano meccaniche basate sulle ricompense casuali, soprattutto se queste sono collegate a sistemi di pagamento. La responsabilità ricade infine sulla stessa Electronic Arts, che dovrebbe assicurarsi che i suoi giochi non causino danni a individui o famiglie.