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Facebook valuta il ban degli annunci politici in USA in vista della campagna elettorale

Facebook sta seriamente valutando la possibilità di imporre un divieto agli annunci politici sul proprio social network nei giorni precedenti il voto per le presidenziali USA di novembre, secondo fonti che chiedono di restare anonime ma che ne hanno parlato con Bloomberg. Sarebbe una prima assoluta, poiché di fatto attualmente c’è carta bianca un po’ per tutto, fake comprese e soprattutto quelle, pur con la consapevolezza dei danni che possono fare.

Come è lecito attendersi, le reazioni sono di vario tipo. Se la questione ha riacceso gli animi di molte associazioni, che da tempo accusano Facebook di non fare abbastanza per contrastare il fenomeno fake news (siamo d’accordo), dall’altra vi è il rischio concreto che uno strumento di ban possa impedire ad un politico di rispondere tempestivamente a fatti di cronaca, per il timore di una mannaia mossa da una mano troppo pesante.

I divieti a tempo per annunci politici sono abbastanza comuni in altre parti del mondo, incluso il Regno Unito e persino l’Italia: da noi si chiama silenzio elettorale ed è una pausa della campagna elettorale che si effettua il giorno prima e il giorno stesso delle elezioni, disciplinato dalla legge 4 aprile 1956 n. 212 (regolarmente infranto da alcuni). Sono ancora fortissimi gli echi dell’ingerenza russa sulle presidenziali 2016 (post fuorvianti e divisivi) proprio a mezzo social, motivo per cui il tema si sta scaldando e non poco. Da allora la società ha apportato una serie di modifiche per arginare il fenomeno, compresa l’implementazione di requisiti più rigorosi per l’acquisto di spot di marketing.

La strada però è irta di ostacoli e davvero complessa sotto ogni punto di vista. Non mancheremo di informarvi sugli eventuali sviluppi della vicenda, che potrebbe comunque portare a un “nulla di fatto”.