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Exynos 2100, Samsung vuole farsi perdonare: ecco il nuovo SoC top di gamma

Samsung ha annunciato il nuovo system on chip (SoC) Exynos 2100 per gli smartphone di fascia alta. L’azienda sudcoreana ha accompagnato le settimane precedenti alla presentazione con il motto “Exynos is back“, segno della consapevolezza di aver deluso le aspettative con i chip dell’ultimo biennio rispetto agli Snapdragon di Qualcomm.

Con il nuovo Exynos 2100, Samsung sembra molto sicura del valore del nuovo processore, realizzato con il suo processo produttivo a 5 nanometri EUV, in grado di migliorare le prestazioni del 10% riducendo i consumi del 20% rispetto ai 7 nanometri. È da questa base che è partita l’azienda, mettendo a punto un chip con 8 core in totale, suddivisi in tre cluster.

Per prima cosa troviamo un core ARM Cortex-X1 a 2,9 GHz, ossia una soluzione ad alta frequenza che Samsung ha personalizzato per i suoi scopi in collaborazione con ARM. Vi sono poi tre Cortex-A78 ad alte prestazioni e quattro Cortex-A55 più efficienti per gestire le operazioni quotidiane. Samsung ha migliorato lo scheduling delle operazioni, implementato una memoria cache più veloce ed efficiente e lavorato affinché il chip usi al meglio la tensione per contenere i consumi. Tutto questo, secondo l’azienda, porta a prestazioni il 19% superiori in single-core e fino al 33% in multi-core.

Exynos 2100 è inoltre dotato di una GPU molto più potente rispetto alla generazione, la ARM Mali-G78 con 14 unità grafiche che garantiscono un boost prestazionale del 40%, ma non per questo esosa sotto il profilo della richiesta energetica: Samsung ha infatti messo a punto AMIGO, un insieme di soluzioni atte a contenere il consumo energetico di tutti i componenti chiave del chip.

Accanto alla CPU e alla GPU vi è poi una NPU (o meglio, ce ne sono ben tre), l’unità che si occupa di tutto ciò che riguarda i calcoli di intelligenza artificiale per migliorare le fotografie, i video e non solo. Samsung sottolinea come la NPU del nuovo Exynos garantisca una potenza di calcolo di 26 TOPS (Tera operations per second) rispetto ai 15 TOPS della versione 2019 e agli 1,9 TOPS del 2018. Tutto questo con un’efficienza quasi due volte maggiore.

L’ISP può gestire sensori fino a 200 megapixel – sei fotocamere singole o quattro contemporaneamente – e lavora di concerto con la NPU per l’ottimizzazione automatica della scena (colori, bilanciamenti, ecc.) grazie alla capacità di capire cosa si sta scattando (paesaggio, volti, cielo, ecc.). Exynos 2100 può inoltre registrare in 4K a 120 FPS e riprodurre contenuti in 8K a 60 FPS, anche grazie a un decoder AV1 integrato.

In termini di connettività, Exynos 2100 fa parte della fase due di Samsung per la diffusione del 5G. L’azienda ha diversi modem 5G in sviluppo e il nuovo SoC integra sia un modem che un access point 5G per ridurre l’area occupata nello smartphone e contenere i consumi. Quanto alla velocità, Samsung indica un massimo di 7,35 Gbps in mmWave e fino a 5,1 Gbps nelle frequenze sotto i 6 GHz.

In chiusura di evento Samsung ha affermato che non intende fermarsi qui e per questo sta lavorando con AMD per avere GPU mobile ancora più potenti nei suoi chip mobile top di gamma futuri.