Negli scorsi giorni, durante un’udienza al Congresso statunitense, Jared Isaacman (amministratore della NASA) ha dichiarato che i moduli HALO (Habitation And Logistics Outpost) e I-HAB (International Habitation Module) del Lunar Gateway sarebbero corrosi. La dichiarazione segue alcune indiscrezioni che avevano anticipato la notizia e che hanno spinto la NASA a scegliere la soluzione della base lunare permanente per il programma Artemis. Ora arrivano ulteriori conferme del problema, anche se le informazioni sono ancora confuse.

Come sappiamo il Lunar Gateway è ora un progetto cancellato, anche se alcune componenti potrebbero essere riutilizzate. Il modulo PPE (Power and Propulsion Element) sarà integrato all’interno della navicella a propulsione nucleare Space Reactor-1 Freedom mentre i moduli che hanno presentato della corrosione potrebbero essere riutilizzati per costruire la base lunare permanente, dopo le dovute riparazioni.
Il Lunar Gateway e il problema della corrosione dei moduli
Dopo le indiscrezioni di marzo e le dichiarazioni di aprile, arrivano le prime conferme da altre fonti. Un portavoce dell’ESA ha dichiarato che “dopo l’identificazione della corrosione su HALO, è stata prontamente avviata un’indagine completa. I risultati preliminari indicano che il problema deriva probabilmente da una combinazione di fattori, compresi gli aspetti del processo di forgiatura, il trattamento superficiale e le proprietà dei materiali. Un team specializzato dedicato è stato istituito per I-HAB sotto la guida dell’ESA per risolvere questo problema. Sulla base dell’indagine e dei dati disponibili, il problema della corrosione era inteso come tecnicamente gestibile e non costituiva un intoppo per I-HAB che era, in ogni caso, in condizioni migliori rispetto a HALO dal punto di vista della corrosione”.

Secondo il portavoce dell’ESA, i ritardi del Lunar Gateway non era legato solamente a questi problemi e anche altre componenti (sistema di supporto vitale e la pompa per il controllo termico) non avrebbero rispettato le tempistiche.
In un articolo di ArsTechnica viene riportato come Northrop Grumman abbia ulteriormente confermato i problemi rilasciando una dichiarazione che indica come “utilizzando i processi approvati dalla NASA, Northrop Grumman sta completando le riparazioni a HALO dopo un’irregolarità di produzione. Ci aspettiamo di completare le riparazioni entro la fine del terzo trimestre. HALO può ancora essere riutilizzato per qualsiasi missione, ed è la tecnologia più matura per sostenere uno Spazio profondo o un habitat lunare”.

Thales Alenia Space ha realizzato diversi moduli e ha una grande esperienza nella costruzione di componentistica spaziale avanzata (anche per la Stazione Spaziale Internazionale). Il Lunar Gateway è quindi solo l’ultima parte di un processo in continua evoluzione e che ha basi solide nell’esperienza. Per questo quanto accaduto deve essere chiarito, anche in vista delle future missioni (con e senza equipaggio).
Bisogna anche notare come Axiom Space abbia dichiarato che uno dei moduli della Axiom Station (una delle stazioni spaziali commerciali statunitensi previste in un prossimo futuro), il primo prodotto da Thales Alenia Space abbia riscontrato problemi simili. Nell’articolo di ArsTechnica, un portavoce della società ha dichiarato che “Axiom Space ha sperimentato un fenomeno simile con il primo modulo; stiamo sfruttando l’esperienza della NASA e di Thales Alenia Space per affrontare il problema. Il modulo 1 è sulla buona strada per il lancio nel 2028”.
Nel corso della prossima settimana dovrebbe esserci un’ulteriore dichiarazione da parte di Thales Alenia Space che potrebbe fare luce sulle problematiche riscontrate. Le dichiarazioni di Isaacman sarebbero quindi veritiere ma potrebbe esserci stata anche una “spinta” verso la base lunare permanente che si allineerebbe al contrasto della Cina e del suo programma spaziale (che prevede una soluzione simile, chiamata ILRS).