NewsTecnologia

Epic sta perdendo un sacco di soldi nella guerra a Steam, lo dice Apple

Non è un segreto che da qualche anno a questa parte Epic Games stia utilizzando quanto incassato dal successo di Fortnite per finanziare la crescita di Epic Games Store. Il suo obiettivo è quello di diventare il distributore digitale di riferimento per il gaming PC: per raggiungerlo, ovviamente, deve colmare il gap rispetto a Steam, in termini di numero di titoli sulla piattaforma ma anche tecnologico.

Epic Games Store contro Steam: arbitra Apple

Un obiettivo non certo semplice, che Epic sta cercando di conseguire assicurandosi giochi in esclusiva e regalando, ogni giovedì, almeno un titolo agli utenti della piattaforma Epic Games Store. Operazioni che hanno un costo non indifferente.

Adesso assistiamo a un nuovo episodio della rivalità tra Epic e Valve attraverso i documenti del contenzioso legale che vede coinvolte Epic e Apple dove la prima accusa la seconda di abuso di posizione dominante per le pratiche esercitate su App Store, dopo che Apple ha deciso di rimuovere Fortnite dallo stesso App Store.

Control

I documenti dei legali di Apple rivelano che solo nel 2020 Epic ha speso quasi 400 milioni di euro per assicurarsi giochi in esclusiva per Epic Games Store: ovvero, gli utenti non possono reperirli online su altri store diversi da quello Epic, neanche su Steam, per qualche mese o in via definitiva in certi casi. Per assicurarsi le esclusive Epic deve anticipare allo sviluppatore del gioco una parte dei suoi guadagni, ed è a questo che si riferisce la voce di spesa citata dai legali di Cupertino.

Ad esempio, è noto che il distributore italiano Digital Bros ha ricevuto quasi 10 milioni di Euro per l’esclusività di Control ma non si tratta ovviamente dell’unico caso. Molti altri giochi, da Borderlands 3 a Metro Exodus fino a The Division 2, sono stati lanciati in esclusiva su Epic Games Store, per poi arrivare su Steam solo in un secondo momento (o mai, come nel caso di The Division 2).

Epic contro la regola del 70/30 di Valve e Apple

In altri termini, Epic investe un’enorme quantità di denaro per assicurarsi queste esclusive, ed è disposta a farlo perché vuole scardinare la regola del 70/30 praticata non solo da Valve con Steam, ma anche da Apple con App Store. “Crediamo che le esclusive rappresentino l’unica strategia per scardinare lo status quo del 70/30 su una scala abbastanza ampia da poter influenzare in via definitiva l’intera industria dei giochi”, diceva Tim Sweeney, fondatore e CEO di Epic Games, nonché guru della grafica dei videogiochi, nel 2019. Si riferiva al fatto che molti store online richiedono agli sviluppatori il 30% dei guadagni sulle vendite dei giochi realizzate tramite la propria piattaforma. Il che non è considerato equo da Epic.

Secondo il riassunto delle argomentazioni che Apple porterà in tribunale contro Epic, lo store di quest’ultima non è redditizio. Apple sostiene che “non sarà redditizio per diversi anni, forse mai”. Apple rivela che Epic ha perso circa 150 milioni di Euro nel 2019 a causa di Epic Games Store e prevede che ne perda altri 230 circa nel 2020. Epic sostiene che i giocatori hanno complessivamente speso quasi 600 milioni di Euro nel 2020 su Epic Games Store ma, di questi, solo poco più di 200 milioni sono andati all’acquisto di nuovi giochi non Epic sullo store. Una cifra considerevolmente inferiore a quanto speso, secondo Apple, da Epic per assicurarsi le esclusive (poco meno di 400 milioni di euro).

Epic prevede di perdere 115 milioni di Euro da Epic Games Store nel 2021 e sulla cifra incidono perdite per almeno 275 milioni di Euro dovute ai costi per le esclusive. Questo vuol dire che molti giochi non raggiungono il traguardo di vendite minimo prefissato da Epic.

“Epic non si aspetta di raggiungere il punto di pareggio con EGS prima del 2027” sostengono i legali di Apple. “Di conseguenza, Epic ha finanziato, e deve continuare a finanziare, EGS attraverso capitali che provengono da altre sue attività, che sono state incredibilmente redditizie per diversi anni”. E qui si parla di Fortnite, lasciando intendere che il titolo online Battle Royale di Epic non ha più il seguito che aveva fino a poco tempo fa.

Apple fornisce a corredo della sua documentazione un’analisi numerica sul declino del pubblico di Fortnite che si sarebbe verificato tra il 2018 e il 2019. Tuttavia, i dati sono oscurati e quindi non diffondibili pubblicamente. “Queste tendenze sono coerenti con le osservazioni di Epic secondo cui i giocatori stavano diventando sempre più insoddisfatti di Fortnite”, si legge nel documento.

Secondo Apple, per sopperire all’emorragia di giocatori di Fortnite, Epic avrebbe pensato di modificare il modello di business del suo gioco online. Il nuovo obiettivo sarebbe stato quello di “far rivivere e rinvigorire Fortnite come piattaforma e permettere agli sviluppatori di creare nuovi contenuti. Ciò avrebbe reso Fortnite una piattaforma ed Epic il gestore della piattaforma. Ma affinché questo nuovo modello di business potesse avere successo, Epic avrebbe avuto bisogno di trovare un modo per tagliare le commissioni addebitate dai fornitori di piattaforme. Solo in quel modo Epic avrebbe potuto condividere la maggior parte dei profitti con i creatori”.

Da questo piano, che avrebbe il nome di Project Liberty, nascerebbero le tensioni con Apple e la volontà di non pagare il 30% di royalties per le vendite maturate tramite App Store. In altre parole, Epic avrebbe voluto creare una sorta di piattaforma, quella di Fortnite, interna a un’altra piattaforma, App Store, il che non sarebbe compatibile con i regolamenti di quest’ultima. Epic, ovviamente, ha una visione completamente differente, e punterà in sede legale a portare avanti la sua battaglia sulle royalties. L’appuntamento in tribunale è per il mese di maggio.