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Elon Musk: una fuga di metano ha fatto esplodere SpaceX Starship SN11

Arrivano alcune novità riguardanti il test di SpaceX Starship SN11 che è finito, come sappiamo, con un’esplosione a mezz’aria! Subito dopo il test Elon Musk aveva fatto alcune dichiarazioni sulle possibili cause del guasto. Questo però è avvenuto prima che i dati venissero analizzati dagli ingegneri.

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Nei giorni scorsi, alcune fonti hanno ipotizzato che fosse stato utilizzato il sistema chiamato Flight Termination System (FTS). Si tratta di piccole cariche esplosive che, comandate a distanza, portano all’esplosione del prototipo. L’attivazione di questo sistema avviene quando un evento dovesse farlo deviare di troppo dalla traiettoria prevista o con una perdita completa del controllo.

Una perdita di metano alla base dell’esplosione di SpaceX Starship SN11

Qualche ora Elon Musk ha invece chiarito ulteriormente il problema che ha coinvolto il prototipo SpaceX Starship SN11. Secondo quanto riportato “la fase di ascesa, la transizione in orizzontale e il controllo durante la caduta libera sono stati buoni”. Musk ha però aggiunto che “una (relativamente) piccola perdita di metano ha portato all’incendio del motore 2 e ha distrutto parte dell’avionica, causando un avvio difficile della turbopompa del metano durante il tentativo di atterraggio”.

starship sn11

Niente utilizzo di FTS, dunque. Sappiamo anche che con le nuove versioni di Starship (che cominceranno con SN15) ci saranno moltissime migliorie in diversi sistemi. Non sono per questo previsti prototipi che vanno da SN12 a SN14. Proprio il nuovo prototipo, SN15, è in fase di completamento e potrebbe volare nei prossimi giorni.

Elon Musk ha anche aggiunto per quanto riguarda i piani futuri che “la prossima grande rivoluzione tecnologica sarà con SN20. Quelle navicelle saranno in grado di orbitare, avranno scudo termico e sistema di separazione degli stadi. La probabilità di successo del decollo è alta. Tuttavia, le navicelle oltre SN20 avranno probabilmente bisogno di molti tentativi di volo per sopravvivere al surriscaldamento dell’ingresso a Mach 25 fino al terreno intatte”.