Elon Musk ritira l’offerta di acquisizione per Twitter: “violato l’accordo”

Elon Musk ha deciso di passare ai fatti e fare la sua mossa: in una comunicazione alla SEC (Securities and Exchange Commission) il patron di Tesla e SpaceX fa sapere di aver deciso di ritirare l’offerta da 44 miliardi di dollari per l’acquisto del social network Twitter.

Secondo Musk e i suoi legali, l’intesa è da considerarsi saltata perché Twitter ha commesso una “violazione sostanziale” dell’accordo e ha fatto dichiarazioni “false e fuorvianti” durante le trattative. “Per quasi due mesi il signor Musk ha cercato i dati e le informazioni necessarie per ‘fare una valutazione indipendente sulla prevalenza di account falsi o spam sulla piattaforma di Twitter‘”, scrivono i legali di Musk. “Twitter ha fallito o si è rifiutata di fornire queste informazioni“.

La svolta negativa dell’operazione era nell’aria da tempo, tanto che nelle scorse ore un report del Washington Post aveva ben illustrato il raffreddamento dell’interesse di Musk nel portare a termine la scalata.

Da quando il tema del numero degli account spam bot è stato portato da Musk al centro delle sue trattative con Twitter, l’operazione è sempre più sembrata imboccare un binario morto, con Twitter che ha diffuso dei numeri che Musk ritiene sottostimati ma che il social difende (si parla di account spam bot inferiori al 5% degli account attivi monetizzabili giornalieri), rifiutandosi di condividere troppe informazioni esternamente (l’esatto numero, come viene calcolato, ecc.) per ragioni commerciali. 

La risposta di Twitter a questa ennesima svolta non è tardata ad arrivare: il presidente del consiglio di amministrazione Bret Taylor ha assicurato l’intenzione del social di continuare a “impegnarsi a concludere la transazione al prezzo e ai termini concordati con il signor Musk”, mentre di pari passo prevede di “perseguire un’azione legale per far rispettare l’accordo di fusione. Siamo fiduciosi che prevarremo”.

I legali di Musk ritengono, inoltre, che Twitter abbia violato il loro accordo quando ha licenziato due alti dirigenti, parte del team per l’acquisizione di talenti e istituito un blocco delle assunzioni perché la società non ha chiesto il permesso di deviare dal suo “normale corso” di attività.

In sede giudiziaria Elon Musk dovrà dimostrare che Twitter ha effettivamente violato l’accordo portandolo al far saltare il banco, anche perché in gioco c’è 1 miliardo di dollari di penale che chi manda a pallino l’intesa potrebbe ritrovarsi a pagare. Musk ha accettato di pagare qualora non fosse stato in grado di assicurarsi i finanziamenti necessari per completare l’acquisizione e Twitter ha accettato di pagare la stessa cifra nel caso avesse intavolato trattative con un altro acquirente o il suo consiglio avesse suggerito agli azionisti di votare contro l’offerta di Musk.

Il social network, oltre a difendersi dalle accuse, appare intenzionato a fare di tutto per trattenere il boss di Tesla al tavolo della trattativa. L’intesa iniziale è decisamente redditizia per gli azionisti di Twitter se la si guarda oggi: ben 54,20 dollari per azione contro i 36,81 dollari della chiusura di venerdì. A molti l’argomento degli account spam bot sollevato da Musk appare un pretesto: l’obiettivo di Musk sarebbe quello di pagare Twitter molto meno, rivedendo i termini economici dell’intesa. Non resta che attendere i prossimi sviluppi.