EK Waterblock si arrende agli aumenti, i prezzi attuali non sono più sostenibili

EK Waterblocks ha aggiornato il proprio listino ufficiale con nuovi prezzi entrati in vigore il 9 aprile. Naturalmente, alcuni sono stati rivisti al rialzo e la ragione, come spiegato su Instagram, è l’aumento dei costi legati a materie prime ed energia.

L’azienda ha dichiarato di aver mantenuto i prezzi invariati il più a lungo possibile, ma di essere costretta ad adeguarsi ormai a uno scenario produttivo più oneroso, in linea con quanto già avvenuto nel settore del raffreddamento a liquido custom.

L’aggiornamento non risulta uniforme e mostra variazioni anche molto diverse tra i vari prodotti. Il radiatore EK-Quantum Surface P360M passa da 133,18€ a 147,33€, con un incremento del 10,6%. Il waterblock EK-Quantum Vector³ TUF RTX 5090 Plexi sale da 289,90€ a 304,94€, segnando un +5,2%. Ancora più marcato l’aumento per EK-Loop Leak Tester Flex, che passa da 32,90€ a 45,65€, con un rialzo di circa il 38,8%.

Non mancano però incrementi più contenuti: il sistema AIO EK-Nucleus CR360 Lux D-RGB registra un passaggio da 179,99€ a 183,01€, pari a un +1,7%. In controtendenza, almeno in un caso specifico, il waterblock per RTX 5090 Founders Edition risulta addirittura in calo di circa 30€, probabilmente però dovuto a un calo drastico delle vendite.

EK ha accompagnato l’annuncio con una comunicazione diretta agli utenti: ha invitato a completare eventuali acquisti prima dell’entrata in vigore dei nuovi prezzi e offerto uno sconto del 10% sugli ordini di custom loop completi effettuati entro l’8 aprile.

Inutile negare che si tratta di una conseguenza dovuta anche al calo sensibile delle vendite hardware. La crisi della memoria – e via via di sempre più componenti – ha ridotto la capacità di acquisto di molti utenti. Questo posiziona il custom loop come un accessorio non essenziale e uno dei primi per i quali viene ridimensionato il budget in fase di acquisto.

A questo, va aggiunto che la nicchia di acquirenti della fascia enthusiast si è ridotta ulteriormente, ragione per cui gli accessori per l’hardware di fascia estrema diventano molto più complessi da smaltire. Insomma, si tratta di un settore che ha già subito un calo progressivo subito dopo la pandemia da COVID-19 e che, nel contesto attuale, dovrà affrontare una sfida forse come mai prima.