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Digitalizzazione e sanità: come si evolve lo scenario secondo HPE Aruba

A fine aprile HPE Aruba aveva diffuso i risultati di una ricerca intitolata Taking healthcare to the Edge, da cui emergevano tre tecnologie chiave in ambito sanitario: edge, intelligenza artificiale e sicurezza. A qualche settimana di distanza, torniamo sull’argomento intervistando Fabio Tognon, Country Manager di HPE Aruba, per capire quali sono le specificità della realtà italiana.

Edge9: Qual è lo scenario in cui è stata realizzata la ricerca, in particolare in ambito sanitario? 

Tognon Aruba

Fabio Tognon: Se prima della pandemia come HPE Aruba siamo intervenuti a fianco di realtà piccole e grandi, pubbliche e private per dare continuità a progetti di digitalizzazione importanti all’interno delle strutture sanitarie, la pandemia ha creato un punto di rottura che ha portato una forte accelerazione. Le limitazioni imposte dalla pandemia hanno spinto i pazienti ad accedere a servizi digitali (videochiamate, WhatsApp, poter utilizzare il proprio device nell’area in cui erano in degenza) e in ugual modo ha generato nuove necessità per gli operatori sanitari, come avere delle zone di copertura digitalizzate in outdoor. La parola chiave è edge, quindi focalizzarsi nel portare servizi e capacità elaborativa all’interno delle strutture sanitarie, dove il dato si genera. Servizi come l’accoglienza digitale, la schedulazione delle risorse, la virtualizzazione degli ambulatori, la indoor navigation (un punto importante per sopperire ai percorsi colorati disegnati sul pavimento a cui siamo abituati) e il controllo degli accessi rendono necessario ripensare il governo della digitalizzazione delle strutture sanitarie, ponendo l’attenzione sull’edge. Lo sviluppo di questi servizi deve necessariamente andare di pari passo con un approccio pervasivo alla sicurezza e questo vuol dire avere dei controlli di sicurezza, proattiva e poi perimetrale molto attenti.

Edge9: Da quello che sembra emergere dalla ricerca, questa spinta alla digitalizzazione in ambito sanitario era iniziata da tempo. Dopo la pandemia c’è stata un’ulteriore accelerazione che tende a rompere certe dinamiche. C’è il tema del pubblico e del privato. La maggior flessibilità del privato nel poter scegliere le soluzioni più efficaci rischia di aumentare ulteriormente questo divario che si sta creando, soprattutto in Italia. Qual è la visione di HPE Aruba?

Fabio Tognon: Questo è un concetto che è sempre stato vero nel corso degli anni soprattutto per una capacità che il privato ha di poter scegliere con maggiore discrezionalità rispetto al pubblico. Va però sottolineato che il Consip, l’organo di acquisto predisposto dalla pubblica amministrazione anche per le tecnologie di rete, ha fatto dei passi da gigante e riesce ad andare meglio incontro alle esigenze delle singole amministrazioni. HPE Aruba è presente nel catalogo Consip con tecnologie che sono essenziali per erogare e creare questi servizi digitali, con molte strutture pubbliche che stanno proseguendo nel percorso di trasformazione digitale. Naturalmente la velocità con cui avviene questo percorso dipende da una serie di fattori. Tante volte sono progetti complessi, altre volte bisogna intervenire sulle modalità di lavoro degli operatori sanitari, quindi cambiare la cultura, rispetto all’analogico, per spostare l’attenzione sul digitale, intervenendo su processi organizzativi sedimentati nel tempo. Cambiare questi processi in certi settori richiede tempo e non vale solo nella sanità ma anche in aziende private dove c’è una resistenza al cambiamento.

Healthcare

La pandemia ha imposto dei cambiamenti, che in alcuni casi hanno rotto questa resistenza, abilitando il lavoro da remoto e mostrando come la tecnologia possa supportare questi cambiamenti. HPE Aruba porta una logica di trasformazione che comprende anche questi temi, temi che vanno accompagnati, messi a fattor comune e implementati poi gradualmente nel tempo. Non a caso la ricerca Taking healthcare to the Edge parla di due fasi: accelerazione (la fase della pandemia) e avanzamento (dove siamo adesso e stiamo vendendo la fine del periodo nero). Il nostro obiettivo è ottimizzare quanto realizzato fino a oggi, facendo leva sui dati che abbiamo raccolto e continueremo a raccogliere per promuovere servizi sempre più innovativi. Servizi che vanno dallo sportello (accettazione del paziente) fino alla corsia e ai reparti critici di pronto soccorso, ma anche il “banale” tema dell’asset tracking, recuperare o sapere dove sono i dispositivi medici che a me interessano in quel momento perché sono critici, è un case study abbastanza semplice da implementare, perché le tecnologie lo supportano, ma ormai è un imperativo. Non devo aspettare quei dieci minuti per trovare il dispositivo medicale che mi serve perché era stato spostato di reparto.

Edge9: Il cambiamento dei processi, l’implementazione di nuove tecnologie, lo sviluppo di nuove applicazioni sono tutti elementi accomunati dall’esigenza di avere un’infrastruttura di rete moderna. Qual è il ruolo di HPE Aruba in questo scenario e quanto è importante interagire con i partner che si occupano dello sviluppo applicativo?

Fabio Tognon: Non tutte le reti si possono definire predisposte per dialogare con l’intero ecosistema di tecnologie hardware e software che oggi sono presenti in un’infrastruttura aziendale. Pensiamo al Wi-Fi di 10 anni fa, che permetteva solo di connettersi a Internet. Oggi il Wi-Fi consente di interagire con una moltitudine di device, con il mondo dell’IoT e il Wi-Fi 6 permette di gestire l’alta densità, luoghi e spazi affollati, senza sacrificare la resa/qualità dell’esperienza. Esistono reti abilitanti e reti che non lo sono. La rete che HPE Aruba propone è abilitante perché integra tutti i protocolli e gli algoritmi che il mercato oggi richiede, algoritmi di integrazione software, che vanno dalla raccolta dati di localizzazione fisica di persone (device, smartphone, cellulari) o asset che vengono recuperati tramite tag beacon. Con il Bluetooth Low Energy siamo in grado di recuperare la localizzazione, per fare in modo che la rete abilitante HPE Aruba acquisisca le informazioni, le trasferisca e permetta di integrarle con vari strumenti applicativi.

Healthcare

Il prerequisito è una rete abilitante (non tutte lo sono). Il Wi-Fi di qualche anno fa non permette questo, perché non integra Bluetooth e firewall, non supporta Zigbee, mentre la rete proposta da HPE Aruba include tutte queste tecnologie e abilita l’integrazione con un ecosistema dove la collaborazione con altri partner tecnologici diventa fondamentale. In ambito sanitario i progetti ci sono, i punti nell’azienda del governo pure, a questo punto bisogna come al solito bisogna fare le cose.