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Death Stranding, forti legami con Metal Gear Solid V?

Hideo Kojima ha detto che Death Stranding sarà un gioco d’azione ambientato in un mondo aperto. Dopo il criptico trailer mostrato durante la Conferenza PlayStation, il genio della narrazione dietro a Metal Gear Solid ha rivelato molti altri dettagli, anche per chiarire quanto visto (o non visto) nel trailer stesso. A giudicare dalla tecnica e da alcuni elementi narrativi il suo nuovo gioco potrebbe rappresentare ciò che Kojima non è riuscito a esprimere in forma completa con Metal Gear Solid V The Phantom Pain.

Il titolo del gioco fa riferimento al fenomeno dello spiaggiamento di cetacei, e secondo Kojima, ha un legame con il primo Metal Gear Solid. Quello era un gioco stealth, talmente innovativo che fu chiamato “gioco d’azione” perché il genere stealth non esisteva ancora. In Death Stranding faranno la loro apparizione gli attori Norman Reedus, Mads Mikkelsen, Léa Seydoux e Lindsay Wagner. Anche il regista Guillermo del Toro contribuirà al progetto prestando il volto a un altro personaggio all’interno del gioco.

Il riferimento ai cetacei dovrebbe far riflettere gli appassionati di Kojima, proprio perché The Phantom Pain era pieno di riferimenti al famosissimo romanzo di Herman Melville Moby Dick, la storia del più celebre fra i cetacei. Potrebbe quindi tornare il tema della piccolezza dell’uomo nei confronti dell’imprevedibilità della natura e della potenza di dio, così sontuosamente raccontata, tramite un fitto gioco di rimandi proprio a Moby Dick, nel quinto Metal Gear Solid. Abbiamo già affrontato questa tematica in questo articolo.

Anche le animazioni del protagonista, e la presenza di componenti stealth, potrebbero avvicinare il gameplay di Death Stranding a quello di Metal Gear Solid V. Death Stranding avrà anche una componente multiplayer, della quale non si conoscono ancora i dettagli.

Tante le informazioni emerse nel post-Conferenza su Death Stranding. Nel filmato si vede un cordone ombelicale, che simboleggerebbe proprio la corda, da intendere all’interno della dicotomia rispetto al bastone. Secondo la mitologia giapponese, il bastone è il primo strumento creato dall’umanità, con lo scopo di tenere a distanza le cose “cattive“, mentre la corda è il secondo strumento creato e serve a tenersi vicine le cose importanti. Il protagonista, sempre nel trailer, poi non ha l’ombelico: un qualcosa che non ha ancora spiegazione (Kojima ha detto che non parlerà più di questi dettagli se non dopo l’uscita del gioco) e che ha prodotto le teorie più disparate. Kojima ha parlato di “corde e bastoni” in alcune interviste, sostenendo che molto spesso il concetto di bastone è presente nelle narrazioni videoludiche, mentre quello di corda è molto più trascurato.

Nel trailer c’è anche un riferimento alla fisica quantistica, precisamente nelle medagliette che si trovano al collo del protagonista. Sono due formule, la prima serve a calcolare il raggio di Schwarzschild, mentre la seconda è l’equazione di Dirac. Il primo viene anche definito raggio gravitazionale e un oggetto la cui massa è confinata all’interno di un raggio del genere può essere un buco nero. La seconda equazione, invece, rimanda all’esistenza dell’antimateria. Anche per via della presenza di un bambino, che sembrerebbe molto legato al protagonista, alcuni sospettano che i viaggi nel tempo potrebbero giocare un ruolo nella storia.

Deah Stranding sarà basato sul motore grafico Decima, già visto all’opera in Horizon Zero Dawn, come visto qui.

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