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Dai gusci del tamarindo nanofogli di carbonio per supercondensatori più efficienti

Un particolare studio, guidato dalla Nanyang Technological University di Singapore e con la collaborazione dei ricercatori dell’Università indiana di Alagappa e di quelli della Western Norway University of Applied Sciences, ha preso in esame la possibilità di valorizzare il guscio dei baccelli di tamarindo come fonte principale per la produzione di nanofogli di carbonio.

Nanofogli utili alla produzione di supercondensatori, usati ad esempio in sistemi di trazione elettrica per fornire rapidamente energia durante le fasi di accelerazione, in quanto capaci di rilasciare istantaneamente moderate quantità di energia elettrica a differenza delle batterie in grado di accumulare molta energia ma con una limitazione a poterne cedere relativamente poca alla volta.


Prof. Steve Cuong Dang con una manciata di frammenti di guscio di baccello di tamarindo

Tornando al tamarindo, sebbene non sia un frutto particolarmente comune nel Nord America ed in Europa, viene invece consumato in grandi quantità in Asia creando di fatto un significativo scarto dei gusci dei baccelli, attualmente compostabili e semplicemente scaricati nelle discariche, i quali però potrebbero rappresentare una valida materia prima.

Lo studio ha affrontato la definizione di un processo di trasformazione che inizia con il lavaggio dei gusci di tamarindo, ottenuti come rifiuti dall’industria alimentare, la loro essiccazione ad una temperatura di 100 ºC per circa 6 ore, per poi essere macinati in una polvere da cuocere, in assenza di ossigeno, in una fornace a 700-900 ºC per 150 minuti.



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Un processo simile a quello più diffuso che prevede l’utilizzo di fibre di canapa, ma meno dispendioso in termini di energia e soprattutto con un prodotto finale qualitativamente migliore: la polvere, convertita in nanofogli di carbonio, grazie all’alto contenuto di carbonio ed una struttura particolarmente porosa consente di immagazzinare e rilasciare più elettricità, riscontrando inoltre anche un’ottima stabilità termica.

I ricercatori ora stanno cercando di ridurre ulteriormente il fabbisogno energetico dell’intero processo produttivo, puntando ovviamente ad un possibile futuro sbocco del loro studio in una produzione a livello commerciale di questo tipo di nanofogli di carbonio.

Per maggiori informazioni a riguardo vi invitiamo a consultare la pubblicazione di questo studio.