NewsTecnologia

Da Google uno strumento per selezionare il data center più ecologico

Google offre da tempo degli strumenti per selezionare la regione cloud sulla quale appoggiarsi. Solitamente, questa scelta era dettata da questioni relative alla conformità normativa, per esempio il GDPR o il California Consumer Privacy Act, o sui costi. Big G ha aggiornato lo strumento per fornire anche indicazioni sulle infrastrutture che hanno un minore impatto sull’ambiente. A questo indirizzo è possibile trovare la lista dei data center delle varie region e il relativo impatto. 

Ecco come Google identificata i data center più green

L’impatto dei data center sull’ambiente non si può certo dire trascurabile, e questo è un problema che coinvolge tutti i provider cloud, inclusa Google, che dal 2017 si vanta di alimentare tutti i suoi sistemi solo da fonti rinnovabili. La realtà è leggermente differente, però. In alcune regioni, infatti, è fisicamente impossibile poter contare solo su solare o fotovoltaico e per questo motivo Google “compensa” con l’acquisizione di energia pulita da altre parti del globo. 

carbongoogle.

L’obiettivo di Big G naturalmente è quello di incentivare l’utilizzo dei suoi data center meno impattanti, così da facilitare anche il raggiungimento dei target di avere zero emissioni entro il 2030. A tal proposito ha introdotto un nuovo strumento per identificarli facilmente. Quando un utente andrà a scegliere la regione dove salvare i dati o eseguire i carichi di lavoro, i data center più ecologici saranno identificati con il simbolo di una foglia e l’etichetta “Lowest CO2“. 

Cosa significa l’etichetta Lowest CO2 utilizzata da Google Cloud?

Le region di Google Cloud contrassegnate dall’etichetta Lowest CO2 sono quelle che ottengono una Carbon Free Energy Percentage (CFE%) uguale o superiore al 75%. In termini pratici, significa che queste infrastrutture per i 3/4 del tempo si appoggiano solo a energia solare o eolica.Se queste informazioni non sono disponibili, Google Cloud indicherà le emissioni medie della rete elettrica locale a cui si appoggiano. 

Al momento, si tratta solo di uno strumento per incentivare la scelta di data center più rispettosi dell’ambiente ma, come riporta ZDNet, il prossimo obiettivo sarà quello di inserire questi dati anche nelle informazioni usate dai manager responsabili della scelta delle regioni cui affidare dati e calcoli. Gli esperimenti fatti fino a ora, del resto, hanno dato risultati molto incoraggianti e i dati forniti da Google indicano che i decision maker che hanno accesso a questo strumento sono il 19% più propensi a selezionare una regione più “verde”.